Cassazione Penale, Sentenza n. 28503/2025 del 04/08/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduce la nullità della sentenza per omessa/irregolare notifica del decreto di citazione per il giudizio d'appello, poiché la notifica era stata eseguita presso il difensore di fiducia che però era stato cancellato dall'albo e non presso il domicilio anagrafico dell'imputato; contesta inoltre il mancato rispetto del termine di comparizione (presunta consegna il 23/10/2024 secondo le Poste), vizi di motivazione per aver ritenuto non chiarite le circostanze di fatto nonostante dichiarazioni spontanee, per aver ritenuto probata la responsabilità nonostante elementi a contrario e per l'applicazione della recidiva quando l'ultimo precedente risaliva a diciotto anni prima.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la notifica dell'atto di citazione in appello al difensore cancellato dall'albo non garantiva la conoscenza effettiva del procedimento da parte dell'imputato e la Corte territoriale non ha verificato la persistenza del rapporto professionale con il domiciliatario. Pur richiamando il principio che l'elezione di domicilio presso il difensore può sopravvivere alla sua radiazione, la Corte ha ritenuto che in mancanza di elementi che dimostrino la continuazione del rapporto la notifica poteva essere inefficace. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte di appello di Catania per il prosieguo del procedimento.
Norme richiamate
art. 171-octies legge n. 633 del 1941
Norma richiamata quale titolo di reato per la condanna in primo grado; nella decisione di cassazione non è stata approfondita l'interpretazione sostanziale della norma, che rimane il fatto contestato, mentre la pronuncia si concentra sulla regolarità processuale della notifica.
Giurisprudenza della Cassazione citata
Sez. 6, n. 26287 del 28/05/2013 (Albis); Sez. U, n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail); Sez. 2, n. 39576 del 01/10/2024 (Abdelaziz)
Richiamati principi secondo cui l'elezione di domicilio presso un difensore può mantenere efficacia anche dopo la perdita della qualifica professionale, ma il giudice deve accertare la persistenza del rapporto e la effettiva conoscenza del procedimento da parte dell'imputato; in mancanza di tale verifica la notifica può essere considerata inefficace e arrecare vizio al contraddittorio.
Massime di principio
- La notifica dell'atto a un difensore presso il quale l'imputato ha eletto domicilio può essere valida anche se il difensore è stato radiato, ma la circostanza non è automatica: il giudice deve verificare la persistenza del rapporto e la conoscenza effettiva dell'imputato.
- Se emergono dubbi sulla effettiva ricezione della notifica (es. domicilio anagrafico diverso, cancellazione dall'albo del domiciliatario), il giudice d'appello deve accertare gli elementi che dimostrino la conoscenza del procedimento o la volontaria sottrazione; in difetto, può scattare la nullità per mancata instaurazione del contraddittorio.
- Quando la notifica è controversa per data di consegna (ad es. attestazioni del servizio postale), la prova della ricezione effettiva e del rispetto del termine di comparizione deve essere valutata con attenzione; l'esistenza di elementi contrari può rendere la notifica insufficiente.
- In caso di notifica ritenuta inefficace, la Corte di cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio e disporre la trasmissione degli atti al giudice competente per un nuovo esame, affinché sia garantito il contraddittorio.
- Per gli operatori difensivi: in presenza di elezione di domicilio presso un professionista, aggiornare sempre l'indirizzo e comunicare tempestivamente la cessazione del rapporto; per l'amministrazione e per il giudice: se il domiciliatario ha perso la qualifica professionale, adottare cautele e verifiche prima di ritenere valida la notifica.
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