Cassazione Penale, Sentenza n. 44478/2024 del 04/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Mohamed Said era stato ritenuto colpevole del reato previsto dall'art. 14, comma 5, d.lg. 286/98 per non aver ottemperato all'ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale; il ricorso in cassazione contestava la legittimità del dibattimento celebrato in sua assenza, rilevando che il difensore aveva depositato memoria il 13/06/2024 informando il giudice che l'imputato era detenuto presso il carcere di Frosinone e che non era stata espressa alcuna rinuncia a comparire, sicché l'assenza risultava illegittima.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo: ha annullato la sentenza impugnata perché il Giudice di pace ha proceduto in assenza dell'imputato nonostante lo stato di detenzione fosse stato portato a conoscenza del giudice; la Corte ha affermato che lo stato di detenzione costituisce impedimento assoluto alla comparizione e che il giudice doveva provvedere mediante ordine di traduzione. Ha disposto l'annullamento con rinvio al Giudice di pace di Pescara, in diversa persona fisica, per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 14, comma 5, d.lg. 286/1998
Norma sostanziale che incrimina la mancata ottemperanza all'ordine di espulsione; è la fattispecie per cui l'imputato era stato condannato in primo grado.
art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
Comma richiamato come mezzo di impugnazione in cassazione: il ricorrente ha denunciato la violazione delle norme sul procedimento per avere il dibattimento avuto luogo in assenza dell'imputato.
artt. 156, 178 lett. c), 179 e 185 cod. proc. pen.
Norme processuali richiamate nella censura relative alle regole sulla celebrazione del dibattimento e sulla presenza dell'imputato; la Corte richiama il principio che, in assenza di rinunzia, il giudice non può celebrare il processo se l'imputato è impedito a comparire per stato di detenzione.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limite entro il quale il ricorso è stato formulato (riproduzione del motivo nei limiti delle disposizioni sulle impugnazioni).
art. 611, comma 1, cod. proc. pen.
Richiamato per segnalare che il Pubblico Ministero ha presentato requisitoria scritta chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata.
Giurisprudenza: Sez. U., n. 37483 del 26/09/2006 (Arena)
Giurisprudenza di legittimità che afferma il principio per cui lo stato di detenzione è impedimento assoluto alla comparizione e che il giudice deve disporre la traduzione; citata dalla Corte come principio applicabile al caso.
Massime di principio
- Se la difesa informa il giudice che l'imputato è detenuto e non risulta una chiara e provata rinuncia alla presenza, il giudice non può celebrare il dibattimento in sua assenza.
- Lo stato di detenzione costituisce impedimento assoluto alla comparizione e va rimosso mediante ordine di traduzione; l'onere di comunicare materialmente l'impossibilità non grava sull'imputato.
- La celebrazione del processo in assenza illegittima dell'imputato può determinare l'annullamento della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio.
- In cassazione il motivo deve essere formulato nei limiti previsti dalle norme processuali (es. art. 173 disp. att.); le violazioni procedurali che ledono il diritto di difesa sono idonee a fondare l'annullamento.
- Al rinvio per nuovo giudizio la Corte può disporre che il procedimento sia celebrato da diversa persona fisica per garantire corretto svolgimento e le garanzie difensive.
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