Cassazione Penale, Sentenza n. 13805/2024 del 04/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, deducendo violazione degli artt. 321, comma 3-bis, e 406 c.p.p. Sostengono che il decreto urgente di sequestro è stato adottato in data 5 luglio 2023 dopo la scadenza del termine delle indagini preliminari (proroga scaduta il 3 aprile 2023) e quindi sarebbe invalido, poiché l'art. 321, comma 3-bis, consentirebbe l'adozione del sequestro solo nel corso delle indagini preliminari.
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la scadenza del termine delle indagini non preclude attività procedimentali diverse dall'acquisizione probatoria; pertanto il Pubblico Ministero può disporre, anche dopo la scadenza del termine, un decreto urgente di sequestro di beni quando ciò sia necessario per evitare l'aggravamento o la protrazione delle conseguenze del reato, per impedire l'agevolazione di ulteriori reati o per preservare beni suscettibili di confisca. Si è richiamata consolidata giurisprudenza (tra cui Sez. 2, n. 53148 del 08/11/2016, Di Maggio) che ammette la legittimità dell'adozione e della convalida del sequestro anche oltre il termine delle indagini, in considerazione della mancanza di efficacia probatoria dell'atto. È stata inoltre rigettata la richiesta del difensore di rinvio/precedente discussione orale per certificato medico ritenuto non idoneo a provare impedimento assoluto. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La Corte interpreta la norma nel senso che l'autorizzazione al sequestro urgente prevista può essere applicata ai fini cautelari anche se l'atto è adottato dopo la scadenza del termine per le indagini, quando l'atto stesso non sia idoneo a costituire prova (mancanza di efficacia probatoria) e sia finalizzato a impedire l'aggravamento o la protrazione degli effetti del reato o a preservare beni soggetti a confisca.
Riferimento alle norme che regolano la custodia cautelare e le misure cautelari reali nel processo penale; la Corte considera compatibile l'adozione del sequestro preventivo anche dopo la scadenza del termine delle indagini quando si tratta di misure cautelari non aventi efficacia probatoria.
La Corte esclude che, nel caso in esame, operi il divieto di utilizzabilità di atti previsto dall'art. 407, comma 3, poiché il decreto urgente di sequestro ha natura cautelare non probatoria e pertanto la sua adozione e la successiva convalida non sono precluse dalla scadenza del termine delle indagini.
Sez. 2, n. 53148 del 08/11/2016 (Di Maggio, Rv. 268728 - 01)
Giurisprudenza richiamata come principio consolidato: la richiesta e l'adozione del sequestro preventivo possono legittimamente intervenire anche oltre la scadenza del termine per le indagini quando l'atto richiesto non ha efficacia probatoria e la misura è finalizzata a esigenze cautelari urgenti.
Altri arresti di legittimità citati (Sez. 6, n. 40791 del 10/10/2007; Sez. 6, n. 35376 del 28/05/2008; Sez. 6, n. 17252 del 22/01/2010; Sez. 2, n. 12423 del 23/01/2020)
Ulteriori precedenti giurisprudenziali richiamati a supporto del principio che la scadenza del termine per le indagini non invalida automaticamente atti cautelari non probatori; confermano il consolidamento dell'orientamento favorevole all'adozione di misure cautelari reali anche oltre il termine delle indagini preliminari.
Massime di principio
- La scadenza del termine per le indagini preliminari non impedisce automaticamente l'adozione di misure cautelari reali urgenti: va distinta la natura probatoria dell'atto (attività di indagine) dalla funzione cautelare; gli atti meramente cautelari possono essere disposti anche oltre il termine quando non producono efficacia probatoria.
- Il decreto urgente di sequestro emanato dal P.M. può essere convalidato dal GIP anche dopo la scadenza del termine delle indagini, se la misura è finalizzata a evitare l'aggravamento o la protrazione delle conseguenze del reato o a preservare beni destinati alla confisca.
- In contestazioni simili è essenziale focalizzare il motivo dell'impugnazione: censurare la tempestività della proroga delle indagini è diverso dal contestare la validità di un atto cautelare adottato dopo la scadenza; l'argomentazione deve tener conto della distinzione tra efficacia probatoria e funzione cautelare.
- Le ordinanze che dichiarano inammissibili ricorsi manifestamente infondati possono condurre alla condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle ammende); valutare la solidità giuridica del motivo prima di proporre ricorso in Cassazione.
- Se si intende impugnare un sequestro disposto dopo la scadenza del termine delle indagini, conviene documentare in modo chiaro perché la misura avrebbe natura probatoria o come, nella specifica fattispecie, non sussistessero le esigenze cautelari che legittimano l'intervento post-termine.
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