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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23934/2026 del 23/07/2026

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (parte privata)

La controversia

La Corte ha avviato d'ufficio, ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., il procedimento di correzione di un errore materiale contenuto nell'ordinanza n. 1886/2026, resa nel giudizio di regolamento di competenza tra una società ricorrente e la controparte privata, nonché un'intimata. Nell'ordinanza originaria era stato omesso nel dispositivo l'avvertimento relativo alla sussistenza dei presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto dall'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002. La Corte ha rilevato che, essendo il ricorso per regolamento di competenza integralmente respinto, ricorrevano i presupposti di legge per porre a carico della ricorrente il versamento dell'ulteriore importo. Il procedimento di correzione è stato notificato alle parti, rimaste non costituite nel relativo incidente.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile la correzione ex art. 391-bis c.p.c., qualificando l'omissione del dispositivo come errore materiale su statuizione accessoria e normativamente vincolata. Ha quindi disposto l'integrazione del dispositivo dell'ordinanza n. 1886/2026 con l'espressa formula che dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002, da annotarsi sull'originale dell'ordinanza e da comunicarsi alle parti del procedimento principale.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    Consente la correzione di errore materiale quando il vizio riguarda una statuizione accessoria e meramente tecnico-esecutiva contenuta nel provvedimento.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Quando l'impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l'ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato

    L'obbligo di versare l'ulteriore importo sorge automaticamente in caso di rigetto integrale dell'impugnazione e il giudice deve darne atto nel provvedimento.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Costituisce il parametro per quantificare l'ulteriore importo dovuto, pari a quello dovuto per l'impugnazione principale o incidentale.

  • L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17

    Ha introdotto il comma 1-quater dell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • L'omessa indicazione nel dispositivo dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato, quando ne ricorrano i presupposti di legge, integra un errore materiale correggibile ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c.
  • La statuizione sull'ulteriore contributo unificato ha natura accessoria e obbligata: una volta accertata la soccombenza integrale dell'impugnante, il giudice deve darne atto nel provvedimento.
  • Nel regolamento di competenza, come nelle altre impugnazioni, il rigetto integrale comporta l'applicazione automatica dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002, con obbligo di pagamento dell'ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto per l'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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