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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05370/2025 del 10/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti personalmente dai due condannati, senza esaminare il merito della richiesta di revoca dell'ordine di demolizione. Ha inoltre condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 4.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due soggetti condannati hanno proposto personalmente ricorso straordinario per cassazione ex art. 625-bis c.p.p. avverso una precedente sentenza della Corte di cassazione che aveva dichiarato inammissibili i loro ricorsi contro un'ordinanza del Tribunale che aveva ritenuto inammissibile la richiesta di revoca di un ordine di demolizione disposto con sentenza del 2006. La Corte ha rilevato che sia il provvedimento impugnato sia i ricorsi erano successivi al 3 agosto 2017, quindi soggetti alla disciplina introdotta dalla legge n. 103 del 2017, che esclude la facoltà dell'imputato o condannato di proporre personalmente ricorso per cassazione e richiede la sottoscrizione da parte di difensori iscritti nell'albo speciale, a pena di inammissibilità. I ricorsi, proposti personalmente, sono stati quindi dichiarati inammissibili de plano. Conseguentemente, non essendo ravvisabile assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, la Corte ha applicato anche la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Norma che disciplina il ricorso straordinario per cassazione, utilizzato nel caso di specie come mezzo di impugnazione proposto personalmente dai ricorrenti.

  • art. 571, comma 1, c.p.p.

    Dopo la riforma del 2017, l'imputato/condannato non può proporre personalmente ricorso per cassazione; l'atto deve rispettare i requisiti di legge.

  • art. 613, comma 1, c.p.p.

    Il ricorso per cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Consente la declaratoria di inammissibilità de plano dei ricorsi privi dei requisiti prescritti.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa, alla sanzione pecuniaria.

  • legge n. 103 del 2017

    Ha introdotto la preclusione alla proposizione personale del ricorso per cassazione e la nuova disciplina dell'inammissibilità de plano.

  • Corte cost. sent. n. 186 del 13 giugno 2000

    Richiamata per il principio secondo cui la sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p. presuppone che non emerga assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Sez. U, n. 8914 del 21 dicembre 2017 - dep. 23 febbraio 2018, Aiello

    Richiamata a sostegno del principio per cui, dopo la riforma, il ricorso per cassazione dell'imputato/condannato deve essere necessariamente sottoscritto da difensore cassazionista.

Massime di principio

  • Dopo l'entrata in vigore della legge n. 103 del 2017, l'imputato o il condannato non può proporre personalmente ricorso per cassazione: l'impugnazione deve essere sottoscritta da un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione, altrimenti è inammissibile.
  • L'inammissibilità per difetto di sottoscrizione da parte di difensore cassazionista può essere dichiarata de plano, senza necessità di ulteriore contraddittorio, quando il vizio emerga ictu oculi dagli atti.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile e non risulta assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il ricorrente deve essere condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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