Sentenza n. 4359/2026 - Milano, Sezione 5
per l’ottemperanza della Sentenza n. 502/2025 emessa dal Tribunale di Pavia
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Mancata esecuzione della sentenza n. 502/2025 del Tribunale di Pavia, passata in giudicato, che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per l’anno scolastico 2024/25 e condannato l’amministrazione a renderla disponibile e a corrispondere i relativi importi
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza chiedendo l’esecuzione integrale della sentenza del Tribunale di Pavia n. 502/2025, che aveva accertato il suo diritto alla carta docente per l’anno scolastico 2024/25. Ha dedotto l’inadempimento dell’amministrazione e chiesto l’adozione degli atti necessari a dare attuazione al giudicato. La sentenza risultava passata in giudicato e il ricorso era stato proposto dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996. L’amministrazione si è costituita senza contestare la mancata ottemperanza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, dichiarando l’inottemperanza al giudicato. Ha ordinato al Ministero e all’Ufficio Scolastico Regionale di dare integrale esecuzione alla sentenza entro 90 giorni dalla notificazione della decisione a istanza di parte o dalla sua comunicazione amministrativa. Per il caso di persistente inerzia ha nominato commissario ad acta il Direttore generale della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attivabile su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all’amministrazione, con ulteriori 60 giorni per adempiere. Nessun compenso è dovuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Le spese sono state poste a carico dell’amministrazione e liquidate in € 800,00, oltre accessori di legge, con distrazione al difensore antistatario.
Norme richiamate
È stato altresì rispettato il termine dilatorio, di cui all’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996 di centoventi giorni (intercorrente tra la notifica della sentenza a valere quale titolo esecutivo e la notifica del ricorso).
Il ricorso per ottemperanza del titolo esecutivo nei confronti dell’amministrazione è stato ritenuto procedibile perché proposto dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo.
Massime di principio
- Il ricorso per ottemperanza è fondato quando il titolo giudiziale è passato in giudicato, è decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione nei confronti dell’amministrazione ed è documentato l’inadempimento, non contestato dall’amministrazione intimata.
- Accertata l’inottemperanza, il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e nominare sin da subito un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia, disciplinando modalità e termine dell’intervento sostitutivo.
- Non è dovuto compenso al commissario ad acta quando l’attività richiesta rientra nei suoi compiti istituzionali.
Come è indicizzato
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