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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39763/2023 del 02/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida del fermo e della successiva custodia cautelare in carcere per i reati di detenzione a fine di cessione di ingente quantitativo di cocaina e sequestro di persona. Il ricorrente deduce: 1) vizio di competenza e nullità del provvedimento perché, secondo l'art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen., la competenza per i reati elencati sarebbe spettata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, dove era pendente un procedimento riguardante correi; 2) vizio di motivazione in ordine al pericolo di fuga, contestando che la motivazione del Tribunale fosse meramente apparente e insufficiente a giustificare la custodia cautelare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto legittima la richiesta di convalida del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia poiché il ricorrente era stato iscritto come indagato presso quell'ufficio, idonea a legittimare la richiesta e la convalida del GIP; inoltre ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui la violazione dell'art. 51, comma 3-bis, non determina nullità né è sindacabile in sede di legittimità. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto il motivo generico perché non si confronta con la motivazione specifica del Tribunale che ha rilevato elementi concreti (in particolare la latitanza/irreperibilità del ricorrente) idonei a giustificare il pericolo di fuga. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla Cassa delle Ammende; la sentenza dispone inoltre gli adempimenti di trasmissione alla Cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto che l'eventuale violazione di tale norma (attribuzione delle indagini all'ufficio distrettuale) non determina automaticamente nullità degli atti né è necessariamente sindacabile in sede di legittimità quando il pubblico ministero locale abbia iscritto l'indagato e richiesto la convalida.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, n. 21265 del 15/12/2011; Sez. 3, n. 10068 del 13/12/2008)

    Principio consolidato richiamato dalla Corte: la mancata attribuzione delle indagini all'ufficio distrettuale, di per sé, non comporta nullità degli atti quando sussistono elementi che legittimano l'azione dell'ufficio locale.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti di trasmissione alla Cancelleria dopo la decisione della Corte.

Massime di principio

  • La competenza formale prevista dall'art. 51, comma 3-bis non sempre invalida gli atti compiuti dall'ufficio locale: se l'indagato è stato iscritto presso quell'ufficio e il PM locale ha esercitato le relative funzioni, tale attività può essere considerata legittima salvo dimostrare un pregiudizio concreto.
  • Le questioni di competenza meramente formale, quando non determinano nullità degli atti, sono difficilmente sindacabili in sede di Cassazione; è preferibile sollevarle tempestivamente con gli strumenti processuali idonei e documentando il danno procedimentale subito.
  • Per contestare la motivazione sulla sussistenza del pericolo di fuga è necessario confrontarsi punto per punto con le ragioni del giudice e proporre elementi di fatto e prova contrari (es. documenti che attestino stabile dimora, lavoro, legami familiari); argomentazioni generiche sono inammissibili.
  • La condotta di latitanza o irreperibilità del soggetto costituisce elemento concreto e frequentemente decisivo per giustificare la misura cautelare della custodia in carcere.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare condanna alle spese e sanzioni alla Cassa delle Ammende; valutare la fondatezza e la precisione dell'impugnazione prima di proporre ricorso per evitare esiti sfavorevoli.

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