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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7921/2022 del 04/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e, nel merito, ha affermato la competenza del Giudice di pace di San Giovanni Rotondo sui procedimenti a lui inizialmente assegnati, ritenendo che non ricorra connessione idonea a trasferire la competenza al giudice superiore e disponendo la trasmissione degli atti al Giudice di pace per il prosieguo.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Giudice di pace, nel procedimento a carico di Matteo D'Addone per lesione e minaccia nei confronti di Giuseppe La Riccia, rilevava che La Riccia era contemporaneamente imputato davanti al Tribunale di Foggia per reati analoghi e contestuali nei confronti di D'Addone, deducendo la connessione e chiedendo che il Tribunale trattasse unitariamente i procedimenti; il Tribunale negava la connessione e restituiva gli atti, così che il Giudice di pace elevava conflitto negativo di competenza.

Norme richiamate

  • art. 28, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Norma procedurale sul ricorso alla Corte per conflitto di competenza; usata per giustificare la rimessione degli atti alla Corte di cassazione.

  • art. 30, cod. proc. pen.

    Norma sul procedimento di risoluzione del conflitto di attribuzione tra giudici; richiamata in relazione alla rimessione del conflitto alla Corte.

  • art. 6 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274

    Stabilisce che, in presenza di connessione tra procedimenti di competenza del giudice di pace e di altro giudice, solo in casi specifici (es.: unica persona imputata per reati in concorso formale) la competenza per materia passa al giudice superiore; la disposizione speciale prevale sul codice di procedura penale.

  • art. 12 cod. proc. pen. (modificato dalla legge 10 marzo 2001, n. 63)

    La modifica ha delimitato le ipotesi di connessione che possono trasferire la competenza: il solo fatto che i reati siano commessi in "occasione" gli uni degli altri non giustifica più la connessione per competenza.

  • art. 371, commi 2 e 3, cod. proc. pen.

    Prevede il collegamento investigativo tra procedimenti (comma 2) e specifica che tale collegamento non incide sulla competenza, potendo soltanto consentire la riunione di processi se già di competenza del medesimo giudice (comma 3).

  • art. 17, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Consente la riunione dei processi che sono di competenza del medesimo giudice; richiamata per distinguere la riunione (possibile solo se stesso giudice è competente) dall'attribuzione della competenza.

Massime di principio

  • La mera coincidenza temporale o il fatto che reati siano stati commessi "in occasione" gli uni degli altri non implica più, dopo la legge 63/2001, la connessione rilevante ai fini della competenza e non determina il trasferimento della competenza al giudice superiore.
  • Il collegamento investigativo previsto dall'art. 371 cod. proc. pen. riguarda l'attività investigativa e può giustificare la riunione dei processi soltanto se gli stessi sono di competenza del medesimo giudice; non modifica di per sé la competenza.
  • La norma speciale (d.lgs. 274/2000, art. 6) attribuisce al giudice superiore la competenza per materia solo nelle ipotesi tassative previste (es.: unica persona imputata per più reati in concorso formale); nelle altre ipotesi prevalgono le regole ordinarie del codice di procedura penale.
  • Se un giudice ritiene di non essere competente e l'altro rifiuta la materia, il conflitto di competenza è ammissibile e deve essere deciso dalla Corte di cassazione; la responsabilità di sollevare il conflitto ricade sul giudice che ritiene di non essere competente.
  • Quando si valuta connessione/riunione dei procedimenti, distinguere sempre tra effetti sul merito (possibile economia istruttoria) e effetti sulla competenza: non ogni collegamento probatorio o fattuale incide sulla distribuzione di competenza tra giudici.

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