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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35893/2026 del 13/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L’imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d’appello di Napoli del 2 dicembre 2025, emessa ai sensi dell’art. 599-bis c.p.p. Il ricorso deduceva doglianze, giudicate dalla Corte del tutto generiche, sulla quantificazione della pena. La pena era stata concordata dalle parti in appello e la relativa doglianza era stata rinunciata; la Corte d’appello aveva inoltre specificamente motivato sul punto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile de plano. Ha rilevato che, in tema di concordato in appello, non possono essere proposte in cassazione doglianze riguardanti motivi rinunciati e ha osservato che, nel caso concreto, le censure sulla quantificazione della pena erano comunque del tutto generiche. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Il testo non specifica il reato contestato né l’entità della pena concordata.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    Dario Marra impugna la sentenza emessa nei suoi confronti ex art. 599-bis cod. proc. pen.

    La norma è indicata come base del concordato in appello; la Corte applica il principio per cui in cassazione non si possono far valere doglianze relative a motivi rinunciati nell’ambito di tale concordato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione conseguente a concordato in appello non possono essere riproposte doglianze relative a motivi rinunciati, compreso quello sulla quantificazione della pena concordata.
  • La manifesta genericità delle censure costituisce ragione di inammissibilità del ricorso per cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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