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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32808/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 9 gennaio 2025. Il primo motivo investiva la responsabilità penale per il reato e la motivazione della sentenza, ma la Corte rileva che le doglianze si limitavano a riproporre le censure già formulate in appello e già disattese, senza una critica specifica e argomentata della decisione impugnata. Nello stesso motivo era dedotto anche un asserito travisamento di un atto di prova ritenuto decisivo, individuato nel verbale di individuazione fotografica del 23 novembre 2010; tuttavia la Corte osserva che, in presenza di "doppia conforme", il vizio è rilevante solo se l'errore è davvero decisivo e tale da disarticolare l'intero ragionamento probatorio, e che nel caso concreto ciò non emerge, poiché la sentenza impugnata valorizzava anche una successiva individuazione di persona dell'imputato, positiva e coerente. Il secondo motivo riguardava la recidiva, deducendo che l'aggravante sarebbe stata in concreto computata in danno dell'imputato nonostante mancasse una contestazione corretta; la Corte ritiene invece l'assunto smentito dal tenore dell'ultima pagina della sentenza di primo grado, che chiariva il punto. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile con condanna alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo non specifico perché meramente reiterativo delle censure di appello, e comunque privo dei requisiti di decisività richiesti per il travisamento della prova in presenza di doppia conforme; ha inoltre escluso che la recidiva fosse stata illegittimamente considerata in danno dell'imputato, poiché la sentenza di primo grado era chiara sul punto. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, segue la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che si limiti a riprodurre pedissequamente le censure già dedotte in appello e già specificamente disattese dalla sentenza di merito, perché difetta del requisito di specificità e non assolve alla funzione di critica argomentata.
  • Il vizio di motivazione per travisamento di un atto di prova, anche se dedotto tramite atto specificamente indicato, è rilevante solo se l'errore sia decisivo, cioè tale da disarticolare l'intero ragionamento probatorio e rendere illogica la motivazione nel suo complesso.
  • In presenza di doppia conforme, il controllo di legittimità sul vizio motivazionale resta particolarmente limitato e non consente di rimettere in discussione la valutazione di merito del compendio probatorio se la censura non incide sulla completezza e linearità della motivazione.
  • Non è fondato il motivo che assuma l'illegittima applicazione della recidiva quando il tenore della sentenza di merito escluda che l'aggravante sia stata concretamente computata in danno dell'imputato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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