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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14733/2026 del 23/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale del riesame di Piacenza che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal GIP nei confronti di Narrow Escape s.r.l. e di Antonio Conte per il delitto previsto dall'art. 10-quater del d.lgs. 10/03/2000 n. 74. Le censure principali erano due: (1) vizi di motivazione rispetto all'esistenza di un profitto pari a 117.000 euro (ossia la differenza tra prezzo di acquisto 850.000 euro e prezzo di rivendita 967.000 euro), sostenendo invece che il prezzo effettivo sostenuto fosse di 975.000 euro (850.000 piuù 125.000 realizzati con rinuncia a crediti) e quindi che la cessione avesse prodotto una perdita di 8.000 euro; (2) vizi di motivazione sul periculum in mora, denunciando che il Tribunale avrebbe motivato in modo apparente e limitandosi a considerare un solo immobile in Arzachena senza spiegare il pericolo di dispersione degli altri beni sequestrati. I ricorrenti invocavano anche la corretta applicazione dei principi delle Sezioni Unite (sent. n. 13783/2025).

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Patrizia Serranti per difetto di legittimazione (non risultando sequestri a suo carico e non essendo stato allegato un interesse concreto), e ha respinto come manifestamente infondato il ricorso di Antonio Conte. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale del riesame contenga una motivazione effettiva e ampiamente argomentata sia in ordine al fumus del reato ex art. 10-quater d.lgs. 74/2000, sia in ordine all'esistenza del profitto nella misura indicata, avendo il Tribunale valutato la documentazione e ritenuto non fondata l'aggiunta dei 125.000 euro prospettata dalla difesa. La Corte ha inoltre condiviso la valutazione del periculum in mora, fondato sul concreto elemento investigativo della volontà di vendere l'immobile di maggior valore (Arzachena) e, per questa ragione, ha confermato la legittimità del sequestro preventivo (anche nella forma per equivalente). Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; la Corte ha disposto la condanna alle spese e l'obbligo di versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    richiesta ex art. 324 cod. proc. pen. presentata al Tribunale del riesame

    Norma procedurale che disciplina il riesame degli atti cautelari: la Corte ricorda che la sindacabilità in Cassazione delle misure reali e cautelari eè limitata ai vizi di motivazione inesistente o meramente apparente

  • art. 10-quater d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    delitto contestato ai ricorrenti

    Norma sostanziale che punisce operazioni tese all'uso e alla contabilizzazione di crediti d'imposta inesistenti; la Corte ha ritenuto sussistente il fumus in relazione alla complessità dell'operazione e alla pluralità di passaggi societari

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    violazione denunciata dai ricorrenti

    I ricorrenti lamentavano omessa motivazione ai sensi di questa disposizione; la Corte ha invece ritenuto che il Tribunale del riesame abbia motivato in modo esaustivo e non meramente apparente

  • art. 325 cod. proc. pen.

    limiti del giudizio di legittimità sulle misure cautelari reali

    La Corte ha applicato il principio che in Cassazione il sindacato sulle misure cautelari reali eè consentito solo per motivazione assente o meramente apparente, non per rivalutare pienamente le prove

  • art. 616 cod. proc. pen.

    conseguenze della declaratoria di inammissibilità

    Norma richiamata per lóonere delle spese del procedimento e per il versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità non colpevole

  • Sentenza Sezioni Unite n. 13783/2025

    principi invocati dai ricorrenti

    Giurisprudenza di riferimento sulla motivazione e sul sindacato delle ordinanze che i ricorrenti chiedevano di applicare; la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia effettivamente osservato i principi indicati

  • Sez. U. sent. n. 7983 del 25/9/2025 (Calvarese)

    richiamata dalla difesa in tema di legittimazione

    Giurisprudenza che consente a indagati di proporre riesame se dimostrano un interesse concreto correlato alla rimozione del sequestro; la Corte ha osservato che la Serranti non ha allegato tale interesse

  • Corte Costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n. 186

    richiamata nella motivazione sulle spese

    Richiamata per valutare lùassenza di colpa nella proposizione del ricorso e per determinare lòonere delle spese e la misura della somma da versare alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • L'impugnazione contro misure reali e cautelari in Cassazione trova limiti stretti: il sindacato eø ammesso principalmente per motivazione assente o meramente apparente, non per una rivalutazione completa delle prove.
  • Chi impugna deve avere una legittimazione attiva dimostrabile: se nessun bene eø stato sequestrato a suo carico e non viene provato un interesse concreto alla rimozione, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse.
  • Per dimostrare l'assenza di profitto derivante da una operazione societaria occorre produrre elementi concreti e documentali incisivi; mere affermazioni alternative sul prezzo o compensazioni richiedono riscontri probatori che ne dimostrino la concretizzazione.
  • Il periculum in mora puoò essere fondato anche su un singolo bene di valore significativo se ci sono elementi investigativi affidabili che ne comprovino la volontù di alienazione immediata; tale fatto può giustificare il mantenimento del vincolo anche sugli altri beni aziendali, inclusi quelli per equivalente.
  • Operazioni caratterizzate da molteplici passaggi societari e da societaà prive di struttura e capitale compatibile con l'entità delle operazioni possono configurare indizi forti della realizzazione di reati economico-fiscali e legittimare misure cautelari patrimoniali.
  • Le eccezioni fondate su ricostruzioni alternative della contabilità o su rinunce a crediti sono ammissibili, ma devono essere sostenute da documentazione precisa e coerente; lùonere probatorio grava sulla difesa in sede di riesame e, a maggior ragione, quando si chiede la Cassazione contro una motivazione dettagliata.

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