Cassazione Civile, Sentenza n. 32625/2024 del 15/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che ha confermato la rettifica doganale concernente la mancata inclusione, nel valore in dogana delle merci importate, delle royalties dovute al titolare del marchio. Contestano (i) che le royalties non costituiscano "condizione della vendita" e quindi non debbano essere aggiunte al valore doganale; (ii) la valutazione dei giudici di merito sulle clausole contrattuali (in particolare clausole di risoluzione, controllo qualitativo, obbligo di pagamento su vendite indipendentemente dall'approvvigionamento); (iii) l'omesso esame di fatti decisivi; (iv) la violazione di norme UE (artt. 69-77 CDU, art. 136 Reg. esec. 2447/2015 e prassi TAXUD) e di regole probatorie; (v) la nullità degli atti per mancanza di prova della delega di sottoscrizione degli atti doganali; (vi) l'asserita preclusione per giudicato esterno favorevole a loro nei precedenti procedimenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e condannato le ricorrenti al pagamento delle spese. Motivazione essenziale: (a) i motivi sono in gran parte inammissibili per difetto di specificità o mescolanza di censure; (b) sul merito la Corte ha confermato l'interpretazione comunitaria contenuta negli artt. 70–71 del CDU e nell'art. 136 del Reg. di esecuzione 2447/2015: le royalties devono essere aggiunte al valore in dogana quando costituiscono una condizione, esplicita o implicita, della vendita; non è necessario che tutte le condizioni indicate sussistano congiuntamente, è sufficiente una delle ipotesi previste dal Regolamento; (c) la CTR ha correttamente valutato le clausole del Sublicense Agreement (obbligo continuativo di pagamento, clausola risolutiva espressa, cessazione della commercializzazione in caso di inadempimento, controllo sui requisiti tecnici e sulla produzione, obbligo di pagamento indipendentemente dall'approvvigionamento) come indicatori della sussistenza della "condizione di vendita" e del potere di controllo del licenziante; (d) la prassi TAXUD e gli indicatori ivi elencati sono strumenti interpretativi validi; (e) non è stata riconosciuta la portata del giudicato esterno perché le importazioni e gli avvisi di rettifica erano fattualmente diversi; (f) la nullità per mancata sottoscrizione del capo ufficio non si applica agli atti doganali, essendo i funzionari doganali legittimati ex lege ad emettere verbali e atti (artt. 8-9 d.lgs. 374/1990).
Norme richiamate
Regolamento (UE) n. 952/2013 (CDU), art. 70
"il valore in dogana è quello di transazione, ossia 'il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci'... 'è il pagamento totale che è stato o deve essere effettuato dal compratore nei confronti del venditore, o dal compratore a una terza parte, a beneficio del venditore, per le merci importate, e comprende tutti i pagamenti che sono stati o devono essere effettuati, come condizione della vendita delle merci importate'"
Il valore di transazione comprende pagamenti effettuati anche a terzi a beneficio del venditore se costituiscono condizione della vendita; il giudice deve verificare la sussistenza della condizione di vendita nel complesso dei rapporti contrattuali.
Regolamento (UE) n. 952/2013 (CDU), art. 71, lett. c)
"i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore, direttamente o indirettamente, è tenuto a pagare come condizione per la vendita delle merci da valutare"
Le royalties rientrano tra gli elementi da includere nel valore in dogana se sussiste l'obbligo, diretto o indiretto, di pagamento come condizione della vendita.
Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447, art. 136, par. 4
"I corrispettivi e i diritti di licenza sono considerati pagati come condizione della vendita delle merci importate quando è soddisfatta una delle seguenti condizioni: a) il venditore o una persona ad esso collegata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento; b) il pagamento da parte dell'acquirente è effettuato per soddisfare un obbligo del venditore, conformemente agli obblighi contrattuali; c) le merci non possono essere vendute all'acquirente o da questo acquistate senza versamento dei corrispettivi o dei diritti di licenza a un licenziante"
Basta che ricorra una sola delle tre ipotesi articolate per considerare le royalties come condizione della vendita; il collegamento fra venditore e licenziante non è più requisito indispensabile.
d.lgs. n. 374/1990, artt. 8 e 9
I funzionari doganali sono legittimati ad eseguire controlli e redigere verbali e atti di accertamento ex lege senza necessità di specifiche deleghe documentali.
TAXUD/B4/2016 (n. 808781) - linee guida (soft law)
Documento interpretativo che elenca indicatori (es. scelta del produttore, controllo della produzione, restrizioni di vendita, controllo sui requisiti tecnici) utili per accertare la sussistenza della condizione di vendita; pur non vincolante ha valore orientativo ai fini dell'interpretazione del CDU.
art. 2909 c.c. (autorità di cosa giudicata)
Il principio del giudicato esterno ha rilevanza solo se le sentenze riguardano identici rapporti e identici fatti/operazioni; non è applicabile quando gli avvisi di rettifica riguardano importazioni distinte o periodi/operazioni diversi.
Massime di principio
- Le royalties devono essere incluse nel valore in dogana se costituiscono una condizione della vendita, anche se tale condizione è implicita e non espressamente prevista nel contratto di vendita.
- Per valutare la 'condizione di vendita' è necessario esaminare l'assetto complessivo dei rapporti contrattuali (contratto di vendita e contratti di licenza) e gli indicatori pratici di controllo del licenziante sulla produzione/distribuzione.
- Non è richiesto un collegamento formale tra venditore e licenziante: è sufficiente che il licenziante abbia, di fatto o di diritto, il potere di orientare o condizionare la produzione o la commercializzazione delle merci.
- Clausole quali la previsione di risoluzione per mancato pagamento delle royalties, il potere di approvazione preventiva della produzione, il controllo sui requisiti tecnici/standard qualitativi e l'obbligo di pagare royalties indipendentemente dall'approvvigionamento sono forti indicatori della sussistenza della condizione di vendita.
- La prassi TAXUD e i documenti WCO, pur essendo soft law, sono importanti per l'interpretazione uniforme del codice doganale e possono guidare l'accertamento dell'autorità doganale.
- Gli atti doganali redatti dai funzionari competenti non sono nulli per assenza di specifica delega scritta quando la normativa nazionale attribuisce ex lege la competenza ai funzionari doganali.
- Il principio di autorità di cosa giudicata (giudicato esterno) non preclude l'esame di nuove operazioni doganali se queste riguardano fatti, periodi o importazioni differenti rispetto a quelli oggetto di precedenti pronunce passate in giudicato.
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