Cassazione Civile, Sentenza n. 32611/2024 del 15/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che, in appello dell'Agenzia delle Dogane, aveva ritenuto legittime i processi verbali di rettifica delle bollette doganali relativi ad alcune importazioni e aveva escluso la preclusione per giudicato esterno invocata dalle società. Le questioni principali: (i) se le royalties previste nei contratti di licenza debbano essere incluse nel valore doganale come "condizione della vendita" ai sensi dell'art. 71 CDU e art. 136 del Reg. di esecuzione; (ii) rilevanza e portata del giudicato esterno (art. 2909 c.c.) rispetto al nuovo diritto UE; (iii) nullità degli atti per mancanza di specifica delega/firma del direttore; (iv) valutazione delle clausole contrattuali (sublicence agreement) e della loro incidenza sulla sussistenza di un potere di controllo/orientamento del licenziante sui produttori; (v) eventuali violazioni procedurali e di motivazione dei processi verbali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per cassazione (motivi inammissibili o infondati). In particolare: - ha dichiarato inammissibili o infondati i motivi relativi al presunto giudicato esterno, osservando che l'invocazione del giudicato esterno richiede l'esatto richiamo del testo integrale della sentenza passata in giudicato e la coincidenza di petitum e causa petendi tra le cause; inoltre ha ribadito che il diritto UE non impone la disapplicazione generalizzata del giudicato nazionale salvo ipotesi eccezionali; - ha ritenuto non fondata l'eccezione sulla mancanza di delega/firma, richiamando l'orientamento secondo cui gli atti sottoscritti da funzionari sono validi quando la normativa attribuisca loro poteri di controllo; - ha confermato la correttezza della valutazione di merito della Commissione tributaria regionale secondo cui le clausole del "Sublicense Agreement" dimostravano l'esistenza di una condizione implicita di vendita (pagamento royalties come elemento essenziale, clausola risolutiva espressa, obbligo di pagamento indipendentemente dalla fonte di approvvigionamento), e pertanto le royalties dovevano essere incluse nel valore doganale ai sensi di art. 71 CDU e art. 136 RE. La sentenza di merito è stata pertanto ritenuta conforme ai principi comunitari e di legittimità e il ricorso cassazionale è stato respinto; vincitrice principale: l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Norme richiamate
Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione)
"il valore in dogana è quello di transazione... il pagamento totale che è stato o deve essere effettuato dal compratore nei confronti del venditore... comprende tutti i pagamenti che sono stati o devono essere effettuati, come condizione della vendita delle merci importate" (art. 70, commi 1-2) e "i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore, direttamente o indirettamente, è tenuto a pagare come condizione per la vendita delle merci da valutare" (art. 71, lett. c))
Il valore doganale è il valore di transazione integrato, tra l'altro, da royalties che costituiscono condizione della vendita; l'inclusione richiede elementi oggettivi e quantificabili e la verifica della condizione di vendita anche tramite l'analisi dei contratti di licenza.
Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447
"I corrispettivi e i diritti di licenza sono considerati pagati come condizione della vendita delle merci importate quando è soddisfatta una delle seguenti condizioni: a) il venditore o una persona ad esso collegata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento; b) il pagamento da parte dell'acquirente è effettuato per soddisfare un obbligo del venditore, conformemente agli obblighi contrattuali; c) le merci non possono essere vendute all'acquirente o da questo acquistate senza versamento dei corrispettivi o dei diritti di licenza a un licenziante" (art. 136, comma 4)
Definisce le condizioni che fanno qualificare le royalties come condizione di vendita; la prova può fondarsi anche su indici ricavabili dai contratti di licenza (controllo, clausole risolutive, obbligo di pagamento indipendentemente dalla fonte di approvvigionamento).
Art. 2909 cod. civ. (autorità della cosa giudicata)
Stabilisce che l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato tra le stesse parti; la Corte ricorda però che l'efficacia del giudicato esterno opera entro rigorosi limiti (identità di soggetti, petitum e causa petendi) e che il diritto UE limita la disapplicazione del giudicato solo in casi eccezionali.
Decreto legislativo n. 374/1990 (artt. 8 e 9)
Richiamato per affermare che l'attività di controllo e visita può essere svolta da funzionari diversi; i funzionari possono sottoscrivere atti di controllo i cui esiti confluiscono nelle bollette doganali, senza necessità di specifiche 'deleghe a cascata' al di fuori di quanto previsto dalla normativa.
Art. 1456 e art. 1458 cod. civ.
Norme sul contratto risolutivo e sugli effetti della risoluzione: la Corte considera rilevante se la clausola preveda risoluzione automatica o mera facoltà; qui la clausola è stata ritenuta idonea a determinare effetti sul rapporto di licenza senza effetti retroattivi sulle operazioni già eseguite.
Documenti di prassi TAXUD (Taxud/800/2002 e Taxud/B4/2016)
Rilevati come strumenti interpretativi non vincolanti ma importanti per l'uniforme applicazione delle regole; forniscono indicatori utili per accertare l'esistenza di un potere di controllo/orientamento del licenziante sui produttori e l'eventuale sussistenza della 'condizione di vendita'.
Massime di principio
- Per la determinazione del valore doganale, le royalties vanno aggiunte se costituiscono una 'condizione della vendita' ai sensi dell'art. 71 CDU: occorre valutare il complesso delle clausole contrattuali, non solo il solo contratto di vendita.
- Il controllo del licenziante non richiede un collegamento formale/azionario con il venditore: è sufficiente un potere di 'orientamento' o di fatto che incid a sulla produzione o commercializzazione (es. obblighi di qualità, clausole risolutive, imposizioni su produttori/distributori).
- Nella ricostruzione della condizione di vendita sono fonti essenziali i contratti di licenza (anche se le royalties sono calcolate a consuntivo sulle 'Net Sales'): la modalità di liquidazione non esclude l'inclusione delle royalties se le clausole dimostrano subordinazione della vendita al pagamento.
- Il giudicato esterno opera restrittivamente: per invocarlo è necessaria piena coincidenza di soggetto, petitum e causa petendi e la parte deve riprodurre il testo integrale della sentenza invocata; il diritto UE non impone la disapplicazione generalizzata del giudicato nazionale salvo casi eccezionali (es. aiuti di Stato, pratiche abusive in materia IVA).
- La validità formale degli atti dell'amministrazione doganale sottoscritti da funzionari è generalmente ammessa se la normativa attribuisce loro poteri di controllo; la contestazione richiede dimostrazione specifica di assenza di delega quando la legge lo richiede.
- L'inclusione delle royalties nel valore doganale deve basarsi su dati oggettivi e quantificabili: gli uffici devono documentare e motivare l'accertamento facendo riferimento alle clausole e agli indici contrattuali rilevanti.
- Le clausole risolutive esprimono, se formulate come tale, un'automatica causa di risoluzione; ma gli effetti non retroagiscono sulle vendite già effettuate salvo diversa previsione, pertanto va valutata l'efficacia temporale degli effetti sulla dichiarazione doganale.
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