Sentenza n. 11735/2026 - Roma, Sezione 1T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La formazione del provvedimento espresso di rigetto ha infatti fatto venir meno l’interesse del ricorrente a ottenere una decisione sull’originario silenzio-inadempimento. La sentenza non ha esaminato la legittimità sostanziale del rigetto sopravvenuto. In ragione della natura processuale della pronuncia, le spese di lite sono state compensate.
Atto impugnato: silenzio-inadempimento della Questura di Roma sull’istanza di rilascio del titolo di viaggio per stranieri
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dalla Questura di Roma sull’istanza di rilascio di un titolo di viaggio per stranieri presentata il 1° dicembre 2025. Nel corso del giudizio, l’amministrazione ha comunicato di avere concluso il procedimento con un provvedimento espresso di rigetto, adottato il 15 giugno 2026. All’udienza del 25 giugno 2026 il giudice ha dato avviso alle parti della possibile sopravvenuta causa di improcedibilità ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a.
Norme richiamate
... è stato dato avviso alle parti della possibile sopravvenuta esistenza di una causa di improcedibilità del ricorso ...
Il giudice deve avvisare le parti della possibile rilevanza di una causa di improcedibilità emersa nel corso del giudizio, consentendo il contraddittorio sul punto.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio promosso contro il silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione, l’amministrazione conclude il procedimento con l’adozione di un provvedimento espresso, viene meno l’interesse alla decisione sull’originario silenzio e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La definizione espressa del procedimento amministrativo durante il giudizio sul silenzio non comporta, di per sé, una valutazione giudiziale della legittimità sostanziale del provvedimento sopravvenuto; l’eventuale contestazione di quest’ultimo deve essere proposta con gli strumenti processuali previsti.
Come è indicizzato
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