Cassazione Penale, Sentenza n. 19266/2026 del 27/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di revoca dell'ordine di demolizione (emesso dal Pretore di Bagheria il 25/05/1993). Il ricorrente deduceva un unico motivo: vizio di motivazione per presunto travisamento della prova, fondato su nuovi elementi probatori rappresentati da una consulenza tecnica di parte a firma dell'arch. Michele Lombardo, che secondo il ricorrente dimostrerebbe la corretta volumetria dell'immobile rendendo possibile la revoca dell'ordine di demolizione. Il ricorrente lamentava che il Giudice dell'esecuzione aveva ritenuto la nuova istanza mera riproposizione di richiesta già dichiarata inammissibile con ordinanza del 05/06/2025.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente non si sia confrontato con le argomentazioni dell'ordinanza impugnata, non abbia illustrato il contenuto né spiegato la decisività della consulenza tecnica di parte rispetto alla precedente ordinanza del GE del 05/06/2025, e abbia presentato una doglianza generica finalizzata alla rivalutazione del materiale probatorio, operazione vietata in sede di legittimità. La Corte ha inoltre richiamato i fatti di causa: tre istanze di concessione in sanatoria del 01/03/1995 riferite a un unico immobile e a un unico soggetto economico, con conseguente illegittimità della sanatoria per superamento del limite volumetrico di 750 mc secondo l'interpretazione consolidata dell'art. 39, comma 1, della legge n. 724/1994. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento e a una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
legge 24 novembre 1994, n. 724 (art. 39, comma 1)
art. 39, comma 1, L. n. 724/1994 (menzionato nel testo)
Ogni edificio va inteso quale complesso unitario se riferibile a un unico soggetto legittimato: le domande di condono riferite alle singole unità devono essere considerate come un'unica istanza, impedendo l'elusione del limite volumetrico di 750 mc mediante frazionamento delle domande.
art. 616 c.p.p. (menzionato nel dispositivo in relazione alla sanzione pecuniaria)
Previsione della possibilità di applicare sanzione pecuniaria in caso di ricorso inammissibile, salvo che l'inammissibilità non derivi da assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
orientamento giurisprudenziale consolidato della Corte di Cassazione
Numerose pronunce richiamate nel testo (es. Sez. 3, n. 1454 del 25/11/1998; Sez. 3, n. 8584 del 26/04/1999; Sez. 4, n. 36794 del 24/01/2001; Sez. 3, n. 16550 del 19/02/2002; Sez. 3, n. 20161 del 19/04/2005; Sez. 3, n. 12353 del 02/10/2013; Sez. 3, n. 20420 del 08/04/2015; Sez. 3, n. 44596 del 20/05/2016)
Costante giurisprudenza che interpreta l'art. 39 L. 724/1994 nel senso dell'unitarietà dell'edificio e della non ammissibilità del condono quando il frazionamento delle domande abbia la funzione di eludere il limite volumetrico previsto dalla legge.
Massime di principio
- In Cassazione non è consentita la rinnovazione o la rivalutazione del materiale probatorio: le doglianze generiche che chiedono una diversa valutazione delle prove sono inammissibili.
- Per contestare in modo efficace una decisione per travisamento della prova occorre analizzare specificamente le argomentazioni del giudice di merito e spiegare nel dettaglio perché e come i nuovi elementi probatori siano decisivi e non semplicemente ridiscutibili in fatto.
- Ai fini del condono edilizio (L. n. 724/1994, art. 39) l'immobile va qualificato unitariamente se è riconducibile a un unico soggetto legittimato: le domande di sanatoria presentate per parti aventi lo stesso titolare devono essere aggregate e il limite volumetrico (750 mc) applicato all'intero complesso.
- Il frazionamento artificioso delle istanze di condono per aggirare i limiti di legge è inammissibile e può determinare la dichiarazione di illegittimità della sanatoria.
- Un ricorso ritenuto manifestamente inammissibile può comportare la condanna alle spese e l'applicazione di una sanzione pecuniaria; è quindi importante valutare la fondatezza e la precisione delle doglianze prima di proporre il gravame.
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