Cassazione Penale, Sentenza n. 19167/2026 del 27/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha rilevato e acquisito la prova del decesso dell'imputato e ha ritenuto tale circostanza assorbente, determinando l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 150 cod. pen.; di conseguenza il procedimento penale relativo si estingue per morte dell'imputato.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso presentato nell'interesse di Mario Basso avverso la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 14/07/2025; nel corso del procedimento è stata acquisita idonea documentazione che prova il decesso dell'imputato avvenuto a Napoli il 25/09/2025, circostanza rilevante ai fini penali.
Norme richiamate
La morte dell'imputato comporta l'estinzione del reato e, quindi, l'interruzione/estinzione del procedimento penale; la circostanza del decesso è assorbente rispetto alla decisione sulla responsabilità penale.
Massime di principio
- La produzione di idonea documentazione attestante il decesso dell'imputato è sufficiente per determinare l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 150 c.p.
- Una volta accertata la morte dell'imputato, gli organi giudicanti devono dichiarare l'estinzione del reato e interrompere il procedimento penale (non è possibile pronunciare condanne penali).
- L'accertamento del decesso deve essere effettuato con documentazione ufficiale e verificabile (es. certificato di morte o atto di stato civile) per essere ritenuto valido in sede processuale.
- L'estinzione del reato per morte dell'imputato non elimina automaticamente eventuali conseguenze civili: le azioni civili possono proseguire, salvo diverse previsioni, nei confronti degli eredi o responsabili civilmente.
- In situazioni analoghe è opportuno che la parte interessata depositi tempestivamente la documentazione comprovante il decesso per ottenere la pronuncia di estinzione del procedimento.
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