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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33797/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Bologna (10/11/2022) con tre motivi: (1) vizio di motivazione e travisamento della prova relativamente alla presunta distrazione di due server aziendali: sostiene che la consulenza tecnica esclusa clonazione o trasferimento di dati e che la Corte non ha motivato adeguatamente la qualificazione come distrazione; (2) vizio di motivazione con riferimento alla cessione dei tre marchi contestati nel capo A: la valutazione della cessione a prezzo vile deriverebbe da accreditamento acritico del giudizio del curatore e di una consulenza tecnica civile; (3) violazione di legge in quanto la cessione dell'avviamento commerciale (o della prospettiva di clientela) non sarebbe di per sé suscettibile di integrazione del reato di bancarotta fraudolenta, richiamando la giurisprudenza che esclude la distrazione quando si tratta di meri prospetti teorici di rapporti futuri (Sez. 5, n. 26542/2014, Riva).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi (per difetto di autosufficienza e perché si trattava di mera richiesta di rivalutazione delle prove/criteri di merito, vietata in sede di legittimità) e ha respinto il terzo motivo come infondato. Il Collegio ha ritenuto che: (i) la Corte d'appello aveva adeguatamente motivato perché la cessione dei server costituiva distrazione (cancellazione/sovrascrittura dei dati e collegamento col soggetto gestore della fallita); (ii) la valutazione sul valore dei marchi era logicamente motivata confrontando la consulenza civile e quella difensiva, evidenziando una differenza di valore almeno pari a 56.000 euro rispetto al corrispettivo pattuito; (iii) la cessione di beni e cespiti dotati di valore economico significativo (server e marchi), contabilizzati per complessivi 365.822 euro e ceduti per 8.600 euro, integra la fattispecie della bancarotta fraudolenta per distrazione quando manca adeguato corrispettivo. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e la sentenza di condanna confermata nei limiti in cui era stata pronunciata in appello.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    norma citata per delimitare i limiti delle censure ammissibili in cassazione (indicazione dei motivi consentiti)

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    criterio di sindacato della Cassazione: la mancanza o la manifesta illogicità della motivazione deve emergere dal testo del provvedimento impugnato; non è consentita la mera diversa ricostruzione dei fatti

  • Sez. U, n. 12 del 31/05/2000, Jakani

    ricorda che il sindacato di legittimità sulla motivazione è limitato alla verifica della coerenza strutturale del provvedimento impugnato

  • Sez. U, n. 16 del 19/06/1996, Di Francesco

    sottolinea che l'errore in sede di merito non è sindacabile in Cassazione salvo manifesta illogicità o carenza della motivazione

  • Sez. 5, n. 26542 del 19/03/2014, Riva

    "ai fini della configurabilità del reato di bancarotta fraudolenta è necessario che la distrazione sia riferita a rapporti giuridicamente ed economicamente valutabili, con la conseguenza che non può costituire oggetto di distrazione l'avviamento commerciale dell'azienda ove questo venga identificato come prospettiva di costituire rapporti giuridici solo teoricamente immaginabili"

    principio secondo cui la mera aspettativa di clientela o rapporti futuri non è idonea a costituire bene oggetto di distrazione; è richiesta la cedibilità di rapporti o cespiti economicamente valutabili

  • Sez. 5, n. 32929 del 21/06/2021, Marinozzi

    conferma e precisa che la mera deviazione della clientela non costituisce distrazione salvo la prova della contestuale cessione di cespiti o contratti già stipulati che siano valutabili economicamente

  • Sez. 5, n. 31677 del 04/04/2017, Amato

    afferma che l'avviamento non è oggetto di distrazione se identificato con fattori aziendali inidonei a rappresentare una posta attiva di bilancio

  • Sez. 5, n. 5357 del 30/11/2017 (dep. 2018), Sirna

    stabilisce che l'avviamento è suscettibile di distrazione quando siano ceduti l'azienda o i fattori aziendali in grado di generare l'avviamento

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non rivaluta libremente le prove: un motivo che si risolve in una diversa valutazione delle risultanze di merito è, di norma, inammissibile.
  • Per censurare in Cassazione un presunto travisamento probatorio occorre allegare documentazione completa e indicare esattamente i termini del travisamento; la mancata allegazione rende la censura autosufficientemente carente.
  • La mancanza o la manifesta illogicità della motivazione deve emergere dal testo della sentenza impugnata; non è sufficiente proporre una ricostruzione alternativa plausibile.
  • La cessione a prezzo simbolico o a valore palesemente inferiore di beni iscritti in bilancio per importi significativi può integrare il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, quando i beni ceduti siano economicamente valutabili (es. marchi, server con dati commerciali, cespiti iscritti in bilancio).
  • La mera 'deviazione' della clientela o la prospettiva teorica che i clienti continuino i rapporti con il cessionario non costituiscono di per sé distrazione: è necessario che siano trasferiti rapporti o cespiti giuridicamente ed economicamente valutabili.
  • In contestazioni che coinvolgono perizie tecniche, la Corte di merito può confrontare più consulenze e motivare la scelta di una valutazione rispetto ad un'altra; tale scelta è sindacabile in Cassazione solo se manifestamente illogica o mancante.

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