Cassazione Penale, Sentenza n. 33202/2024 del 27/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduce l'erronea applicazione della legge penale in relazione al riconoscimento dell'aggravante di cui al n.7) dell'art. 625 c.p. (esposizione alla pubblica fede). Sostiene che tale aggravante non sia configurabile quando la cosa è stata sottratta alla presenza della persona offesa (anche se per abilità dell'agente e non per distrazione della vittima) e che, per la giurisprudenza, l'aggravante n.7 dovrebbe risultare assorbita da quella prevista dal n.6) dello stesso art. 625 c.p. (furto su bagaglio di viaggiatori), già riconosciuta dai giudici di merito.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato. Ha confermato che correttamente era stata applicata l'aggravante di cui al n.6) dell'art. 625 c.p. (riconoscendo che il soggetto era qualificabile come viaggiatore e la cosa come bagaglio), ma ha stabilito che le aggravanti di cui ai nn.6) e 7) sono incompatibili e costituiscono un concorso apparente di norme. Di conseguenza ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'aggravante ex n.7) dell'art. 625 c.p., escludendo quest'ultima, e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che l'aggravante n.6) (furto sul bagaglio dei viaggiatori) è speciale rispetto alla n.7) (esposizione alla pubblica fede) e, quindi, quando ricorra la prima la seconda è incompatibile e deve essere esclusa. Pertanto vige l'applicazione esclusiva della n.6).
Giurisprudenza citata
Sez. 5, n. 40829 del 04/07/2017 (Hudorovic); Sez. 5, n. 25268 del 06/06/2022 (Re)
La giurisprudenza chiarisce i criteri per qualificare 'viaggiatore' e 'bagaglio' (anche il proprietario che usa il proprio veicolo per spostamenti) e afferma l'incompatibilità/assorbimento tra le aggravanti previste dai nn.6) e 7) dell'art. 625 c.p., risolvendo il concorso apparente nel senso dell'applicazione della norma speciale (n.6).
Massime di principio
- Quando il bene sottratto è riconducibile al concetto di 'bagaglio' di un viaggiatore (anche chi si sposta con veicolo proprio), si applica l'aggravante del n.6) dell'art. 625 c.p.; in tal caso l'aggravante n.7) (esposizione alla pubblica fede) è incompatibile e va esclusa.
- La presenza della persona offesa al momento del furto non esclude automaticamente l'aggravante n.6); la circostanza della sottrazione alla presenza della vittima non comporta di per sé applicazione della n.7) se il fatto rientra nella fattispecie speciale del n.6).
- Se il giudice di merito ha riconosciuto entrambe le aggravanti, in sede di legittimità è possibile ottenere la ricognizione del concorso apparente e l'esclusione dell'aggravante meno specifica, con conseguente rideterminazione del trattamento sanzionatorio.
- In casi analoghi è utile verificare attentamente la qualificazione del soggetto (viaggiatore) e dell'oggetto (bagaglio) perché la qualificazione fattuale determina quale aggravante sia applicabile come speciale.
- Per la difesa, assume rilievo sostenere l'assorbimento dell'aggravante di esposizione alla pubblica fede quando il fatto rientri nella più specifica previsione del furto sul bagaglio dei viaggiatori; per l'accusa, va invece provato che la cosa era effettivamente esposta alla pubblica fede in modo autonomo rispetto alla qualità di bagaglio.
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