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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13395/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto contro la sentenza della Corte d'appello di Milano del 19 febbraio 2024. La persona ricorrente era gravata da una decisione di responsabilità penale per il delitto di associazione per delinquere e per il delitto di peculato. I motivi di ricorso, per come riassunti nell'ordinanza, sono stati ritenuti obiettivamente generici e non confrontati con la motivazione della sentenza impugnata, sicché non consentivano una critica specifica e puntuale della decisione di merito.

Norme richiamate

  • art. 416 c.p.

    Richiamato come uno dei reati oggetto del giudizio di responsabilità.

  • peculato

    Richiamato come ulteriore reato oggetto del giudizio di responsabilità; il testo non indica l'articolo, ma il riferimento è al delitto di peculato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità il ricorso è inammissibile quando i motivi sono genericamente formulati e non si confrontano in modo effettivo con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La genericità del motivo di ricorso, in quanto incapace di criticare specificamente le rationes decidendi della decisione di merito, impedisce l'esame nel merito delle censure.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma a favore della Cassa delle ammende nei limiti indicati dal provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPeculato
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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