Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29028/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il difensore ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva rideterminato la pena per il reato di estorsione a carico di Sparta Marco. Si eccepiva che, dalle dichiarazioni della persona offesa (Lambrusco Andrea), il pagamento di €130,00 a favore di Bragalone Luca per la restituzione dell'autovettura era avvenuto anteriormente all'intervento di Sparta, il quale non aveva partecipato a quell'episodio; pertanto Sparta non poteva essere ritenuto responsabile di estorsione consumata (evento ottenuto mediante la dazione del denaro), ma al massimo di estorsione tentata, poiché alle sue minacce non era seguito alcun pagamento. In subordine il difensore chiedeva il riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 62 n.4 cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato una contraddizione nella ricostruzione cronologica tra la sentenza di primo grado e quella della Corte d'appello riguardo all'ordine degli episodi (in particolare l'episodio della sottrazione dell'autovettura e il successivo pagamento di €130,00 rispetto all'intervento di Sparta). Dato che la Corte di appello aveva ritenuto l'estorsione consumata senza chiarire adeguatamente se l'intervento di Sparta avvenisse prima o dopo la corresponsione del denaro, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello per un nuovo giudizio volto a determinare se si tratti di estorsione tentata anziché consumata. I restanti motivi sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 62 n.4 cod. pen.

    La norma è stata invocata dal difensore come attenuante di cui richiedere il riconoscimento; la Corte di Cassazione non si è pronunciata sul merito dell'attenuante, avendo disposto l'annullamento e il rinvio per chiarire la qualificazione dell'evento estorsivo (consumato o tentato)

Massime di principio

  • La qualificazione di estorsione consumata rispetto a tentata dipende dalla prova del nesso causale tra le minacce/pressioni e l'effettiva corresponsione del vantaggio: se il pagamento è avvenuto prima dell'intervento contestato, il soggetto intervenuto potrebbe non rispondere di estorsione consumata.
  • La ricostruzione cronologica degli episodi è centrale: sentenze contradittorie o non chiare sulla sequenza temporale possono determinare annullamento e rinvio per un nuovo accertamento.
  • La partecipazione di più soggetti a fatti estorsivi va valutata alla luce dell'unicità del fatto e del contributo causale di ciascuno al profitto conseguito; intervenuti dopo l'ottenimento del profitto possono configurare al più tentativo o responsabilità diversa.
  • Il pubblico ministero ha l'onere di provare non solo la minaccia, ma anche che questa abbia determinato la dazione del denaro o altro profitto; in mancanza di prova chiara il giudice deve riesaminare la qualificazione del reato.
  • Le attenuanti invocate (es. art. 62 n.4) vanno valutate solo dopo che sia definitiva la qualificazione del fatto; se la qualificazione cambia (consumato vs tentato) cambia anche la rilevanza delle circostanze attenuanti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.