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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45707/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Fattore ha impugnato la sentenza d'appello sia in qualità di parte civile sia come imputato. Come parte civile ha contestato l'assoluzione di De Nicola dalle lesioni a suo danno, sostenendo che la corte territoriale avrebbe disposto la rinnovazione dell'istruttoria in camera di consiglio senza la presenza delle parti (pubblico ministero e difensori) e quindi in violazione dell'obbligo di contraddittorio previsto dall'art. 603 c.5 c.p.p., rendendo inutilizzabili le prove assunte. Come imputato ha inoltre censurato l'omessa rinnovazione di talune prove dichiarative acquisite in primo grado ma valutate diversamente in appello, ritenendo necessario un esame integrale o mirato delle dichiarazioni; infine ha impugnato il diniego della sospensione condizionale della pena per non aver considerato effetti estintivi ai sensi dell'art. 445 c.p.p. e il suo comportamento processuale e condizioni psico-fisiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondata la censura relativa alla rinnovazione in udienza celebrata ai sensi dell'art. 23-bis (normativa emergenziale) perché tale previsione consente la celebrazione in camera di consiglio e assicura la partecipazione e i diritti di difesa anche con atti scritti e con la possibilità per le parti di chiedere la discussione orale o manifestare la volontà di comparire. Ha inoltre chiarito che l'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria previsto dall'art. 603 c.3-bis è limitato a ipotesi specifiche (appello dell'assoluzione proposto dal pubblico ministero che si traduca in riforma in pejus e solo per i motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa) e non introduce un obbligo di rinnovazione integrale in ogni caso; la corte territoriale ha correttamente acquisito e valutato i mezzi di prova rilevanti, fondando la decisione soprattutto sulle dichiarazioni dei due testi Aster acquisite in appello. Ha respinto anche il motivo sulla sospensione condizionale ritenendo legittimo il richiamo ai precedenti penali, purché valutabili anche se relativi a reati estinti per prescrizione ai sensi dell'art. 445 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; la Corte non ha esaminato questioni di prescrizione essendo il ricorso rigettato/inammissibile sotto altro profilo.

Norme richiamate

  • art. 23-bis d.l. 28/10/2020 n.137 (convertito con modificazioni dalla L. 176/2020)

    Per il periodo emergenziale consente la celebrazione in camera di consiglio delle udienze d'appello senza presenza fisica del pubblico ministero e dei difensori, garantendo comunque la partecipazione dell'imputato tramite atti scritti e la possibilità di richiedere la discussione orale o manifestare la volontà di comparire

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Il comma 3-bis disciplina una specifica ipotesi di rinnovazione d'ufficio dell'istruttoria in appello: l'obbligo di rinnovazione concerne soltanto i casi in cui il pubblico ministero impugni una sentenza di assoluzione che venga riformata in pejus e i motivi siano attinenti alla valutazione della prova dichiarativa; non comporta un obbligo di rinnovazione integrale. Il comma 5 richiede il contraddittorio per l'ordinanza ma non esclude le modalità emergenziali previste dall'art. 23-bis

  • art. 190 cod. proc. pen.

    Disciplina l'ammissione d'ufficio delle prove; la rinnovazione prevista dal 603 c.3-bis è stata intesa come nuova ipotesi mirata di ammissione d'ufficio, limitata alle prove dichiarative ritenute decisive

  • art. 445 cod. proc. pen.

    Regola l'estinzione del reato per prescrizione; la Corte ha rilevato che sentenze di applicazione della pena possono costituire precedenti valutabili ai fini del diniego di benefici (come la sospensione condizionale) anche se il reato relativo è successivamente estinto

Massime di principio

  • La celebrazione in camera di consiglio ai sensi dell'art. 23-bis, nel periodo emergenziale, non annulla i diritti di difesa se è garantita la partecipazione tramite atti scritti e la facoltà di chiedere la discussione orale o manifestare la volontà di comparire; l'assenza fisica delle parti non determina automaticamente la nullità dell'ordinanza
  • L'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria in appello previsto dall'art. 603 c.3-bis è limitato e non generale: si applica principalmente quando il pubblico ministero impugna un'assoluzione e richiede rinnovazione per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa; non si estende automaticamente agli appelli proposti dalla parte civile o all'esame integrale di tutto il materiale probatorio
  • La rinnovazione dell'istruttoria può essere mirata alle sole testimonianze ritenute decisive dal giudice di appello e motivate in maniera specifica; dichiarazioni acquisite in primo grado possono restare come elementi di contorno se la decisione si fonda su nuove acquisizioni ritenute più probanti
  • Il diniego della sospensione condizionale della pena può legittimamente tener conto di precedenti penali anche se il reato è stato estinto per prescrizione secondo l'art. 445 c.p.p.
  • Se la Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile o lo rigetta per ragioni procedurali, ciò può precludere l'esame di questioni successive come la prescrizione del reato

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