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Ordinanza

Ordinanza n. 918/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601270

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Lombardia, Sezione Prima, che aveva respinto la domanda cautelare contro il provvedimento di divieto temporaneo di assistere a eventi sportivi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La parte privata ha proposto appello cautelare ai sensi dell’art. 62 c.p.a. contro l’ordinanza del TAR Lombardia che aveva negato la sospensione dell’efficacia del provvedimento amministrativo limitativo dell’accesso agli eventi sportivi. Dal testo emerge che erano contestati, in particolare, l’insufficiente identificazione dell’interessato quale autore dei fatti, la carenza degli elementi posti a fondamento del giudizio prognostico di pericolosità, nonché asserite violazioni del contraddittorio procedimentale e del diritto di difesa. I fatti erano caratterizzati, secondo l’amministrazione e i giudici, da una condotta prolungata, violenta e pericolosa, svolta alla presenza del personale in servizio d’ordine e corroborata da referti medici.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare. In sede di sommaria delibazione, e fatti salvi gli approfondimenti propri del giudizio di merito, ha ritenuto non sussistente il fumus boni iuris, considerando consistenti gli elementi posti a fondamento del provvedimento, con particolare riguardo all’identificazione dell’autore dei fatti e al giudizio prognostico di pericolosità. Quanto al periculum in mora, il Collegio ha ritenuto prevalente l’interesse alla sicurezza pubblica rispetto all’interesse individuale, escludendo che l’impossibilità temporanea di assistere a eventi sportivi costituisse un pregiudizio grave e irreparabile. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare contro le ordinanze cautelari del giudice di primo grado.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della persona interessata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la verifica del fumus boni iuris è necessariamente sommaria e non pregiudica gli approfondimenti propri del giudizio di merito; l’appello può essere respinto quando gli elementi posti a fondamento del provvedimento amministrativo appaiano prima facie consistenti.
  • Nei provvedimenti di prevenzione e sicurezza pubblica collegati a condotte violente o pericolose, l’identificazione dell’autore può ritenersi adeguatamente supportata quando le modalità di riconoscimento siano specificate dall’amministrazione e risultino corroborate dalla durata e dalle caratteristiche della condotta, dalla presenza di personale in servizio d’ordine e dalla documentazione sanitaria.
  • Il giudizio prognostico di pericolosità può essere sostenuto dalle concrete modalità di esecuzione della condotta contestata, quando esse risultino connotate da violenza e pericolosità.
  • Nel bilanciamento cautelare, l’interesse alla sicurezza pubblica può prevalere sull’interesse individuale a partecipare temporaneamente a eventi sportivi; l’impossibilità temporanea di assistervi non integra, di per sé, un pregiudizio grave e irreparabile.

Come è indicizzato

MaterieOrdine e sicurezza pubblicaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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