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Sentenza

Sentenza del 22/02/2018 n. 737 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Reati tributari -Raddoppio termini - Applicabilità all'Irap - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

È stato escluso il raddoppio dei termini di accertamento con riferimento all’IRAP. La norma non può essere estesa analogicamente a tale imposta, poiché il richiamo normativo riguarda esclusivamente i reati tributari previsti dal d.lgs. n. 74/2000 in materia di imposte sui redditi e IVA. Ne consegue l’inapplicabilità del raddoppio dei termini per l’attività impositiva IRAP.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava l’applicabilità all’IRAP del raddoppio dei termini per l’esercizio dell’attività impositiva, previsto in presenza di fatti integranti reati tributari. Il contribuente sosteneva che tale estensione non fosse consentita, poiché l’art. 57, comma 3, del d.P.R. n. 633/1972 richiama espressamente soltanto i reati disciplinati dal d.lgs. n. 74/2000, riferiti alle imposte sui redditi e all’IVA, senza includere l’IRAP.

Norme richiamate

  • Art. 57, comma 3, d.P.R. n. 633/1972

    Richiama espressamente i reati disciplinati dal d.lgs. n. 74/2000

    Il raddoppio dei termini è collegato ai reati tributari espressamente considerati dalla norma e non può essere esteso all’IRAP in assenza di un chiaro fondamento normativo.

  • D.lgs. n. 74/2000

    La disciplina dei reati tributari rilevante ai fini del raddoppio dei termini riguarda i reati in materia di imposte sui redditi e IVA; tale richiamo non comprende automaticamente l’IRAP.

Massime di principio

  • Il raddoppio dei termini di accertamento, incidendo sulla certezza dei rapporti tributari, deve essere applicato in modo rigoroso e nei soli casi espressamente previsti dalla legge.
  • Il richiamo generale ai reati tributari non consente di estendere il raddoppio dei termini a tributi diversi da quelli indicati dalla normativa di riferimento.
  • Per l’IRAP, la presenza di una condotta astrattamente rilevante ai fini penali tributari non basta, da sola, a prorogare i termini ordinari di accertamento.
  • In situazioni analoghe occorre verificare sia il tributo oggetto dell’accertamento sia l’esatto contenuto del richiamo normativo ai reati tributari, senza ricorrere ad applicazioni analogiche sfavorevoli al contribuente.

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