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Ordinanza

Ordinanza n. 182/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Quarta) n. -OMISSIS-, resa tra le parti:

Giustizia amministrativa202600462

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Sicilia, Sezione Quarta, che aveva accolto il ricorso contro un provvedimento amministrativo fondato su un precedente penale risalente

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (privato destinatario)

Prevale il privato

La controversia

Il Ministero dell'Interno e l'Ufficio Territoriale del Governo di Trapani hanno proposto appello contro la sentenza del TAR Sicilia che aveva accolto il ricorso della parte privata. In via incidentale hanno chiesto la sospensione dell'efficacia della sentenza, deducendo implicitamente la necessità di preservare gli effetti del provvedimento amministrativo adottato dall'Amministrazione. La controversia cautelare riguarda la legittimità della valutazione amministrativa basata su un precedente penale risalente, definito con sentenza di patteggiamento, senza un'autonoma e aggiornata istruttoria né una concreta verifica dell'affidabilità attuale dell'interessato.

La decisione

Il CGARS ha respinto l'istanza cautelare di sospensione della sentenza di primo grado, ritenendo insussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora. Quanto al fumus, l'appello non è apparso idoneo, a un primo sommario esame, a superare la motivazione del TAR, che aveva censurato l'assenza di un'autonoma e aggiornata istruttoria e la valorizzazione isolata di un precedente penale risalente, senza una concreta valutazione dell'affidabilità attuale della persona, anche considerando il tempo trascorso. Quanto al periculum, il bilanciamento degli interessi ha evidenziato la prevalenza del pregiudizio grave e attuale per la sfera lavorativa e patrimoniale dell'appellato rispetto all'interesse pubblico alla sicurezza, allo stato fondato su un rischio non attualizzato e concreto. Nulla per le spese, in ragione della mancata costituzione dell'appellato.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La domanda cautelare proposta in appello è stata esaminata alla luce dei presupposti per la sospensione dell'efficacia della sentenza impugnata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base normativa per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte privata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È stato richiamato, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • In sede cautelare d'appello, la sospensione dell'efficacia di una sentenza favorevole alla parte privata richiede la sussistenza congiunta di fumus boni iuris e periculum in mora; la mancanza di uno dei due presupposti impone il rigetto dell'istanza.
  • La valutazione amministrativa dell'affidabilità attuale di una persona non può fondarsi esclusivamente su un precedente penale risalente, anche se definito con sentenza di patteggiamento, quando manchi un'autonoma e aggiornata istruttoria che consideri il tempo trascorso e gli elementi attuali della situazione personale.
  • Nel bilanciamento cautelare, l'interesse pubblico alla sicurezza non è sufficiente a giustificare la sospensione di una sentenza quando il rischio allegato non risulti attualizzato e concreto, mentre la misura determinerebbe un pregiudizio grave e attuale sulla sfera lavorativa e patrimoniale della parte privata.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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