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Ordinanza

Ordinanza n. 339/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600957

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione della concessione del servizio di gestione bar, ristorazione e pizzeria presso l’Azienda Speciale Terme di Giunone, unitamente agli atti della procedura, ai verbali di gara, alla nomina della commissione e agli atti di gara presupposti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ricorrente ha impugnato l’aggiudicazione della concessione disposta in favore dell’operatore economico controinteressato, nonché gli atti della procedura negoziata, i verbali di gara, la graduatoria, i punteggi attribuiti alle offerte, la nomina della commissione giudicatrice, la lettera d’invito e il capitolato. Ha chiesto, in via cautelare, la sospensione degli atti; nel merito, l’annullamento della procedura, la dichiarazione di inefficacia dell’eventuale contratto, l’aggiudicazione in proprio favore o il subentro, in subordine la riedizione della gara e comunque il risarcimento del danno. Il testo dell’ordinanza non espone analiticamente i singoli vizi dedotti, rinviando agli argomenti del ricorso.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare senza anticipare una valutazione definitiva sui motivi di merito, ritenendo che la complessità delle questioni prospettate richieda l’approfondimento proprio della sede meritale. Ha escluso, inoltre, la sussistenza del periculum in mora, poiché la concessione è agevolmente subentrabile e la durata biennale decorre dalla data di effettivo avvio del servizio, secondo l’art. 6 del capitolato. Il merito è stato fissato all’udienza pubblica del 4 novembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della particolarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha escluso il periculum in mora.

  • art. 121 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda di dichiarazione di inefficacia dell’eventuale contratto di concessione; la questione non è stata decisa in sede cautelare.

  • art. 122 c.p.a.

    Richiamato quale ulteriore fondamento della domanda relativa alla sorte del contratto; la questione è rimasta impregiudicata.

  • art. 124 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda di aggiudicazione o subentro; la questione non è stata definita nell’ordinanza cautelare.

  • art. 6 del Capitolato Speciale d’Appalto

    La previsione secondo cui la durata biennale della concessione decorre dall’effettivo avvio del servizio è stata valorizzata per escludere il periculum in mora e ritenere agevolmente possibile il subentro.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando la controversia presenta questioni complesse che richiedono un approfondimento incompatibile con la fase sommaria, il giudice può riservare ogni valutazione sui motivi alla trattazione del merito, senza anticipare il giudizio sulla fondatezza del ricorso.
  • Il periculum in mora può essere escluso quando l’eventuale accoglimento del ricorso consenta un agevole subentro nella concessione e la durata del rapporto decorra dall’effettivo avvio del servizio, così da preservare in concreto l’utilità della tutela finale.
  • La mera impugnazione dell’aggiudicazione di una concessione non determina automaticamente la sospensione cautelare: il ricorrente deve dimostrare un pregiudizio grave e attuale non adeguatamente compensabile mediante il successivo subentro o altra tutela di merito.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni e partenariato pubblico-privatoRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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