Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31499/2026 del 17/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il Tribunale di sorveglianza di Bologna aveva revocato la detenzione domiciliare concessa al condannato ai sensi dell'art. 47-ter ord. pen., ritenendo insussistente un percorso rieducativo idoneo al reinserimento sociale. La revoca era fondata sulle ripetute violazioni del programma trattamentale e delle prescrizioni collegate alla misura, tra cui l'ultima, avvenuta il 24 ottobre 2025, quando il soggetto era uscito di notte dall'abitazione e aveva provocato un incidente stradale; inoltre risultava la sopravvenuta indisponibilità della consorte ad accoglierlo, per timore di condotte violente. Con il ricorso per cassazione la difesa deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il giudice di sorveglianza aveva svolto una motivazione incongrua e sganciata dalle emergenze processuali, senza considerare la personalità del ricorrente e il positivo percorso rieducativo avviato, attribuendo indebitamente rilievo alle violazioni del programma trattamentale, ritenute occasionali e di modesto disvalore, e chiedeva l'annullamento dell'ordinanza.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha osservato che la censura mirava in realtà a ottenere una rivalutazione del merito dei presupposti della revoca della detenzione domiciliare, già correttamente esaminati dal Tribunale di sorveglianza sulla base delle risultanze processuali. La motivazione dell'ordinanza impugnata è stata reputata congrua e conforme alla legge penitenziaria, in quanto fondata sulla reiterazione delle infrazioni, sulla scarsa collaborazione del condannato rispetto al programma trattamentale, sulle segnalazioni delle forze dell'ordine e sulla diffida del magistrato di sorveglianza. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, nella valutazione del percorso rieducativo e della permanenza delle condizioni per il beneficio, è necessario considerare anche i comportamenti successivi alla concessione della misura, per verificare la presenza di elementi positivi e formulare un giudizio prognostico favorevole sul reinserimento sociale e sulla prevenzione della recidiva. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 47-ter l. 26 giugno 1975, n. 354 (ord. pen.)

    La detenzione domiciliare è una misura alternativa la cui revoca può essere disposta quando il comportamento del condannato mostra la mancanza di un effettivo percorso trattamentale e rieducativo idoneo al reinserimento sociale.

  • art. 52 d.lgs. 196/2003

    In caso di diffusione del provvedimento devono essere omessi generalità e altri dati identificativi.

Massime di principio

  • Ai fini della revoca o della conservazione di una misura alternativa alla detenzione, il giudice di sorveglianza deve valutare non solo la condotta pregressa, ma anche i comportamenti successivi alla concessione del beneficio, perché essi sono essenziali per apprezzare la concretezza del percorso rieducativo.
  • La valutazione del reinserimento sociale del condannato richiede un giudizio prognostico complessivo sulla revisione critica del soggetto e sulla presenza di elementi positivi attuali; la sola assenza di episodi negativi non è sufficiente se il comportamento successivo evidenzia reiterate violazioni delle prescrizioni.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del merito dei presupposti di fatto già scrutinati dal giudice di sorveglianza, quando la motivazione dell'ordinanza impugnata sia congrua e non presenti errori di diritto.
  • La reiterazione delle violazioni del programma trattamentale e delle prescrizioni della misura alternativa può legittimare un giudizio negativo sulla personalità del condannato e sulla capacità di rispettare il trattamento, rilevando ai fini della revoca del beneficio.
  • La sopravvenuta indisponibilità del familiare ospitante, se collegata a timori concreti sulle condotte del beneficiario, può costituire un elemento valutabile insieme alle infrazioni del programma ai fini del giudizio sulla permanenza della misura alternativa.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternative
RamiEsecuzione penale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.