Cassazione Penale, Sentenza n. 22001/2023 del 22/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha aggravato la misura cautelare (applicazione della custodia in carcere) ritenendo la gravità indiziaria sulla base di una lettera manoscritta rinvenuta nel portafoglio di un terzo (Conti Taguali Gaetano). Il ricorrente ha contestato che: la contestazione del reato associativo fosse limitata e non supportata da altri indizi; la sua precedente condanna non possa essere automaticamente interpretata come indicativa di una partecipazione attuale; la lettera potesse avere finalità diverse (richiesta di sostegno economico) e consistere in affermazioni autoreferenziali prive di riscontri; e che il Tribunale non avesse verificato l'effettiva esistenza di un ruolo attuale, rapporti con il sodalizio o la genuinità e attendibilità delle dichiarazioni contenute nella missiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che il Tribunale avesse fondato il giudizio di gravità indiziaria quasi esclusivamente sul contenuto della lettera, senza verificare la veridicità, la genuinità, le circostanze obiettive e soggettive che hanno portato alla redazione della missiva, e senza applicare correttamente le regole di valutazione della confessione (in particolare nelle confessioni stragiudiziali). Per questi vizi logici e probatori l'ordinanza è stata annullata senza rinvio.
Norme richiamate
La valutazione della confessione deve seguire le regole proprie del mezzo di prova che la introduce: le dichiarazioni rese da terzi sono valutate secondo la regola testimoniali; la confessione riferita dal chiamante in reità o in correità è soggetta ai commi 3-4. Il giudice deve verificare veridicità, genuinità e attendibilità e motivare l'esclusione di sospetti inquinanti.
Sez. 4, n. 4907 del 17/10/2017 (Militello)
Principio secondo cui la confessione può costituire base del giudizio anche se unica prova, purché il giudice dia motivo della sua valutazione circa la veridicità e l'assenza di contaminazioni.
Sez. 6, n. 13085 del 03/10/2013 (Amato)
Ribadita la necessità di verifica e motivazione della genuinità della confessione quando sia impiegata come elemento decisivo.
Sez. 4, n. 20591 del 05/03/2008 (D'Avanzo)
Sollecitazione alla verifica delle circostanze obiettive e soggettive che accompagnano la confessione stragiudiziale e alla motivazione logica sull'esclusione di vizi.
Sez. 5, n. 18438 del 22/03/2022 (Mannolo)
Conferma dei principi precedenti: la confessione stragiudiziale richiede valutazione critica e motivata circa spontaneità, attendibilità e riscontri esterni, se necessari.
Massime di principio
- Una dichiarazione o una lettera a contenuto 'confessorio' può essere utilizzata come elemento probatorio, ma il giudice deve valutare e motivare la sua attendibilità, spontaneità e veridicità, considerando circostanze oggettive e soggettive.
- Non è sufficiente per applicare misure cautelari gravi (es. custodia in carcere) basarsi unicamente su un documento autoreferenziale: servono riscontri o accertamenti sulle relazioni, sul ruolo effettivo nell'associazione e sulla persistenza di collegamenti con il sodalizio.
- La precedente condanna per reati associativi non prova di per sé la partecipazione attuale: occorre dimostrare un contributo attuale e manifestazioni esterne di partecipazione.
- Nelle valutazioni cautelari il giudice deve seguire le regole di valutazione della prova previste dal codice (es. art. 192 c.p.p.) e motivare esplicitamente perché esclude sospetti di inquinamento o altre spiegazioni alternative della scrittura o dichiarazione.
- Se il giudice non compie gli accertamenti logico-probatori necessari o non motiva adeguatamente, l'ordinanza cautelare può essere annullata senza rinvio per vizio di motivazione e valutazione delle prove.
- In casi simili, la Procura dovrebbe ricercare riscontri obiettivi (contatti, flussi finanziari, attività illecite documentate, dichiarazioni di collaboratori attendibili) prima di sostenere la gravità indiziaria sulla base di dichiarazioni stragiudiziali.
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