Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22245/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La parte civile ha impugnato la pronuncia del Giudice di Pace che aveva dichiarato non doversi procedere per difetto di querela rispetto a fatti a lei attribuiti. La ricorrente ha sostenuto che esisteva una denuncia-querela orale dell'8 novembre 2017, confermata da successivi atti integrativi (8 e 17 novembre e 18 dicembre 2017) e dalla intestazione degli atti come "denuncia/querela", nonché dalla successiva costituzione di parte civile e da sollecitazioni al PM, il che dimostrerebbe la volontà di punire il colpevole e quindi la sussistenza della condizione di procedibilità

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha valutato ex actis che la denuncia sporta oralmente e le successive integrazioni, denominate denuncia/querela e sottoscritte dalla parte offesa, erano idonee a manifestare la volontà di punire il responsabile e a integrare la condizione di procedibilità. Ha richiamato il principio di favore verso la querela e la giurisprudenza che ammette la conversione della denuncia in querela quando la volontà di punizione risulti dall'atto. Ne è conseguito l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio per nuovo giudizio al Giudice di Pace di Roma in diversa persona fisica. Decisione resa il 19 gennaio 2022

Norme richiamate

  • art. 582, comma 2, codice penale

    Articolo citato quale capo di imputazione; la Corte non entra nel merito della fattispecie sostanziale ma lo cita come reato ascritto a Scatena

  • art. 81, comma 2 e art. 581, codice penale

    Capo di imputazione richiamato negli atti; presente nella descrizione delle accuse senza che la decisione si fondi su interpretazione sostanziale di tali norme

  • art. 595, comma 1, codice penale

    Altro capo di imputazione citato; la pronuncia riguarda la procedibilità (querela) relativa ai reati contestati

  • principio del "favor quaerelae" (giurisprudenza della Corte di cassazione)

    La Corte applica il principio giurisprudenziale secondo cui, nella valutazione della validità della querela, va favorito l'orientamento che riconosce come querela anche la denuncia che, pur denominata denuncia, esprima inequivocabilmente la volontà della parte offesa di punire il responsabile. La designazione dell'atto come denuncia/querela e il comportamento successivo della parte (integrazioni, solleciti al PM, costituzione di parte civile) sono elementi decisivi per ritenere integrata la condizione di procedibilità

Massime di principio

  • Una denuncia orale può valere come querela se, nel complesso degli atti e del comportamento della parte offesa, risulta la volontà di punire il responsabile
  • La denominazione dell'atto come "denuncia/querela" e la sua sottoscrizione dalla persona offesa sono elementi rilevanti e, ai fini del favor quaerelae, supportano la procedibilità
  • Successive integrazioni, la richiesta di essere informati in caso di archiviazione e la costituzione di parte civile sono indici che possono consolidare la manifestazione della volontà di punire
  • Il giudice deve valutare la documentazione nel suo complesso (ex actis) e non limitarsi a un'analisi formale della presenza o meno della parola "querela" in un singolo atto
  • Se la condizione di procedibilità è accertata in sede di impugnazione, la pronuncia che aveva dichiarato non doversi procedere va annullata e il procedimento rimandato per nuovo giudizio

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.