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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48599/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che lo confermava colpevole del reato previsto dall'art. 337 c.p., deducendo: 1) vizio di legge e di motivazione per la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche; 2) vizio motivazionale per il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena. Sosteneva che la condotta fosse di particolare tenuità e che dovesse essere mitigata e sospesa la pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la motivazione dei giudici di merito, seppur sintetica, fosse presente e congrua: l'appello non aveva indicato ragioni concrete a favore delle attenuanti generiche (limitandosi a richiamare impropriamente la "tenuità" ex art. 131-bis) e i precedenti dell'imputato giustificavano la scelta di una pena lievemente superiore al minimo edittale. Quanto alla sospensione condizionale, la Corte ha osservato che i precedenti penali risultavano ostativi al beneficio (anche per l'utilizzazione precedente del beneficio e per condanne intervenute), e l'esclusione della recidiva da parte della Corte di appello non comportava automaticamente la rimozione dell'effetto preclusivo di quei precedenti. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    menzionato come titolo di reato oggetto della condanna

    identifica il reato contestato; la decisione conferma la condanna di merito per il fatto contestato

  • art. 131-bis cod. pen.

    richiamato dall'imputato in ordine alla particolare tenuità del fatto

    la Corte sottolinea che il semplice richiamo all'art. 131-bis senza indicare circostanze concrete e senza adeguata argomentazione non è idoneo a fondare il riconoscimento delle attenuanti generiche

  • art. 163 cod. pen.

    richiamato in relazione al beneficio della sospensione condizionale della pena

    la presenza di precedenti e l'uso anteriore del beneficio possono essere ostativi alla concessione della sospensione condizionale; l'assenza di recidiva specifica non esclude automaticamente l'ostatività di precedenti diversi

  • art. 99, quarto comma, cod. pen.

    menzionato in relazione alla recidiva reiterata infraquinquennale

    i giudici di merito possono escludere la recidiva per motivi di occasionalità del fatto e di gravità relativa, ma ciò non elimina automaticamente gli effetti ostativi di precedenti penali distinti rispetto alla recidiva

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche è necessario allegare e motivare fatti concreti e rilevanti; il richiamo generico alla "particolare tenuità" ex art. 131-bis non basta se non è supportato da specifiche circostanze.
  • Una motivazione anche sintetica è sufficiente se risulta congrua e adeguatamente riferita agli elementi decisivi (es. precedenti, misura della pena rispetto al minimo edittale).
  • L'esclusione della recidiva da parte del giudice non elimina automaticamente gli effetti preclusivi derivanti da precedenti penali diversi: i precedenti possono comunque impedire la concessione della sospensione condizionale.
  • Chi impugna in Cassazione deve indicare specifiche violazioni di legge o vizi motivazionali rilevanti; deduzioni generiche o non corroborate da elementi concreti rischiano l'inammissibilità.
  • In presenza di precedenti e di precedente fruizione di benefici, occorre valutare preventivamente e documentare le ragioni per cui tali precedenti non dovrebbero essere considerati ostativi alla concessione di attenuanti o benefici (es. condanne tempo-determinate, riesame della rilevanza penale).

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