Cassazione Penale, Sentenza n. 29704/2024 del 19/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha convalidato il loro arresto in flagranza per furto, deducendo l'insussistenza di una valida querela: secondo il ricorso la querela acquisita agli atti sarebbe stata proposta da un "semplice dipendente" dell'esercizio commerciale e pertanto priva di potere rappresentativo per promuovere la procedibilità del reato.
La decisione
Il giudice ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la querela sia stata effettivamente proposta oralmente il 27/01/2024 da Flavio Mirabelli, direttore dell'esercizio commerciale "Tigre" di via Marsala, e che la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione ammette la legittimazione del direttore dell'esercizio a proporre querela per furto commesso nel supermercato, anche se privo dei poteri di rappresentanza del proprietario, in quanto titolare di una posizione di detenzione qualificata della cosa. Perciò il motivo dei ricorsi è stato ritenuto manifestamente infondato. Le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Cass. Sezioni Unite, Sciuscio
n. 40354 del 18/07/2013, Rv. 255975
Principio secondo cui, ai fini della procedibilità per il furto commesso all'interno di un supermercato, il direttore dell'esercizio è legittimato a proporre querela anche senza poteri rappresentativi del proprietario, in ragione della sua posizione di detenzione qualificata sulla cosa
Cassazione, Sez. 4, Pisani
n. 8094 del 29/01/2014, Rv. 259289
Conferma l'orientamento che riconosce la legittimazione del direttore/gestore a presentare querela per furto nel supermercato in quanto titolare della detenzione qualificata
Cassazione, Sez. 5, Piricò
n. 11968 del 30/01/2018, Rv. 272696
Ulteriore decisione di merito che ribadisce la validità della querela proposta dal direttore dell'esercizio per furto interno, pur in assenza di poteri rappresentativi formali
Cassazione, Sez. 5, Lafleur
n. 3736 del 04/12/2018 (dep. 2019), Rv. 275342
Ancora conferma del principio secondo cui la posizione di detenzione qualificata configura interesse tutelato idoneo a legittimare la proposizione della querela da parte del direttore
Riferimento formale alla rappresentanza sostitutiva in giudizio: nel ricorso è indicata la firma del sostituto processuale nominato ex art. 102, cioè l'atto difensivo è stato sottoscritto dal sostituto del difensore nominato
Massime di principio
- Il direttore o il gestore di un esercizio commerciale può validamente proporre querela per furto commesso all'interno del negozio anche se non ha formali poteri di rappresentanza del proprietario, in quanto la sua posizione di detenzione qualificata tutela il bene giuridico protetto.
- La contestazione della validità della querela basata solo sull'assenza di poteri rappresentativi del querelante è, alla luce dell'orientamento consolidato della Cassazione, destinata a risultare infondata.
- La querela orale presentata dal direttore al momento del fatto in presenza di flagranza è idonea a determinare la procedibilità; quindi, in casi analoghi, è opportuno per la difesa contestare elementi di fatto o la sussistenza della flagranza più che la legittimazione del querelante.
- Ricorsi che si pongono in palese contrasto con precedenti giurisprudenziali consolidati possono essere dichiarati manifestamente infondati o inammissibili, con conseguente condanna alle spese e possibilità di sanzioni economiche (es. somma alla Cassa delle ammende).
- Quando si impugna un provvedimento basandosi su una questione di diritto già pacificamente risolta dalla Corte di cassazione, è necessario prospettare elementi nuovi o differenti per evitare l'inammissibilità del ricorso.
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