Cassazione Penale, Sentenza n. 30967/2024 del 29/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore generale impugnava la sentenza della Corte di appello di Catanzaro nella parte in cui aveva riqualificato il reato contestato al capo 1 da tentato omicidio aggravato a tentato di lesioni personali aggravate (artt. 56, 582 e 585 c.p.), sostenendo violazione di legge e vizio di motivazione. Il PG contestava che la Corte territoriale non avesse adeguatamente motivato l'esclusione dell'idoneita offensiva della condotta e dell'animus necandi, non avendo considerato che l'imputato aveva esploso, a distanza ravvicinata, tre colpi di pistola contro la persona offesa e che la mancata morte era dovuta alla pronta reazione della vittima.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore generale, ritenendolo infondato. Ha confermato la valutazione della Corte di appello secondo cui la condotta di Cilurzo era intrinsecamente volta a intimidire e a procurare lesioni e non a uccidere: i tre colpi, esplosi in due fasi consecutive, hanno raggiunto la vittima solo di striscio e due successivi colpi sono stati indirizzati verso la parte bassa della carrozzeria del veicolo della vittima, segno – secondo i giudici – dell'assenza di una volontà omicida. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui l'idoneità del tentativo va valutata ex ante, in base alle circostanze e alle modalità dell'azione, e ha ritenuto congrua la motivazione della Corte d'appello. Di conseguenza è stata confermata la riqualificazione in tentato di lesioni personali aggravate e la pena determinata dalla Corte di appello (due anni, otto mesi di reclusione e 3.000,00 euro di multa); il resto della sentenza di primo grado è stato confermato dove non contrastato.
Norme richiamate
Disciplina il tentativo; richiede la valutazione ex ante dell'idoneità degli atti a causare il risultato, tenendo conto delle circostanze e delle modalità dell'azione e della direzione teleologica della volontà dell'agente.
Norma sulle lesioni personali; nel caso è stata richiamata perché la condotta è stata ritenuta idonea a integrare il tentativo di lesioni aggravate, non l'omicidio.
Norma sull'omicidio (richiamata nella ricostruzione normativa della riqualificazione); la sentenza distingue la fattispecie di tentato omicidio da quella delle lesioni alla luce della direzione teleologica della volontà dell'agente.
Giurisprudenza consolidata (principi richiamati)
La giurisprudenza richiede che l'idoneità degli atti per il tentativo sia valutata ex ante e che, per accertare l'animus necandi, si ricostruisca la direzione teleologica della volontà dell'agente sulla base delle modalità concrete della condotta; rileva altresì il requisito dell'univocità degli atti per configurare il tentativo di omicidio.
Massime di principio
- Per qualificare un gesto armato come tentato omicidio bisogna valutare 'ex ante' l'idoneità degli atti a provocare la morte, considerando luogo, modalità, distanza e direzione dei colpi, nonché la sequenza degli atti.
- L'animus necandi (volontà di uccidere) si ricava dalla direzione teleologica complessiva della condotta: atti preparatori ed esecutivi devono formare un comportamento univoco verso il risultato morte.
- La mancata produzione del risultato letale, se dovuta a circostanze esterne impreviste (es. pronta reazione della vittima), non basta di per sé a configurare il tentato omicidio: rileva se gli atti erano comunque idonei a causare la morte.
- Segnali indicativi di assenza di volontà omicida sono, tra gli altri, colpi indirizzati verso parti non vitali o verso l'autovettura della vittima, la mancata prosecuzione dell'azione per colpire direttamente la persona e comportamenti riconducibili a finalità intimidatorie.
- In situazioni analoghe il giudice deve motivare esplicitamente la valutazione sull'idoneità e sull'elemento soggettivo, collegando le valutazioni fattuali (video, dichiarazioni, dinamica degli spari) alla ricostruzione teleologica dell'intento.
Testo integrale
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