Cassazione Penale, Sentenza n. 30809/2024 del 29/07/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Edobor Gift: impugna per tardività della Corte territoriale nella dichiarazione di inammissibilità dell'appello; sostiene che i termini per la redazione e deposito della sentenza sono sospesi nel periodo feriale (1-31 agosto) e quindi l'impugnazione depositata il 21 ottobre 2022 sarebbe tempestiva. Edobor Augustine Ekele: due motivi. 1) Violazione dell'art. 597 c.p.p., contestando il calcolo dell'aumento di pena in continuazione e la riduzione della pena conseguente alle assoluzioni, sostenendo che la Corte d'appello avrebbe diminuito la pena in misura inferiore rispetto a quanto spettante per le assoluzioni intervenute. 2) Violazione degli artt. 73 DPR 309/1990 e 133 c.p. e vizio di motivazione: censura l'individuazione di una pena base di otto anni anziché sei e denuncia illogicita e contraddittorietà nella motivazione sulla determinazione della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Per Edobor Gift la Suprema Corte ha confermato il calcolo dei termini effettuato dalla Corte territoriale: sentenza di primo grado 22 giugno 2022, sessanta giorni per la motivazione (scadenza 21 agosto 2022), appello depositato 7 luglio 2022 (motivazione rispettata) ma impugnazione tardiva rispetto al termine di 45 giorni decorrente dal 10 settembre 2022 (scadenza 15 ottobre 2022; deposito avvenuto 21 ottobre 2022). La Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui i termini per la redazione e il deposito della sentenza non sono sospesi nel periodo feriale. Per Edobor Augustine Ekele la Cassazione ha ritenuto infondati entrambi i motivi: il criterio seguito dalla Corte d'appello per la determinazione dell'aumento per continuazione e per la riduzione a seguito delle assoluzioni è corretto e non sussiste l'errore prospettato; inoltre la Corte d'appello ha adeguatamente argomentato il discostamento dal minimo edittale e, comunque, la motivazione penale sulle pene può essere integrata in sede di appello. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma contestata in primo grado come quadro normativo dei reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; la Corte d'appello e la Cassazione ne danno per presupposto la gravita della condotta in relazione alla determinazione della pena
art. 597 cod. proc. pen.
Norma relativa al calcolo dell'aumento in caso di reati in continuazione; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione operata dalla Corte d'appello nel riparto degli aumenti e nella determinazione della diminuzione conseguente alle assoluzioni
art. 133 cod. pen.
Norma sulle circostanze che influiscono sulla determinazione della pena; la Corte territoriale ha motivato il discostamento dal minimo edittale richiamando gravita, organizzazione e ruolo dell'imputato
art. 1 legge 15 dicembre 1969, n. 742 (sospensione feriale)
Secondo la giurisprudenza richiamata e applicata dalla Corte, la sospensione feriale opera solo per i termini a carico delle parti per il compimento di atti del procedimento e non sui termini per la redazione e il deposito delle sentenze da parte dei magistrati
d.l. n. 132/2014 convertito con legge 10 novembre 2014, n. 162
Riferimento normativo che ha ridotto il periodo di ferie dei magistrati; la Corte richiama la giurisprudenza che ha già chiarito che la sospensione feriale non si applica ai termini di deposito sentenze
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata in ordine all'assenza di colpa che esclude la condanna per inammissibilita del ricorso; la Corte ha ritenuto non sussistente l'assenza di colpa e ha condannato i ricorrenti alle spese
Sez. U, n. 42361 del 20/07/2017 (D'Arcangelo)
Pronuncia delle Sezioni Unite richiamata quale principio di nomofilachia: i termini per la redazione e il deposito della sentenza non sono soggetti a sospensione feriale
Sez. 1, n. 8521 del 09/01/2013 (Chahid)
Giurisprudenza citata per affermare che la Cassazione puo esaminare atti quando la questione riguarda vizi processuali, essendo giudice anche del fatto processuale
Sez. 5, n. 13435 del 04/03/2022 (Koman Rudi Iulian)
Giurisprudenza che ammette l'integrazione della motivazione sulla pena in sede di giudizio di appello; richiamata per giustificare l'integrazione motivazionale operata dalla Corte d'appello
Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 7-13 giugno 2000
Richiamata in relazione al criterio applicabile per escludere l'assenza di colpa dei ricorrenti nella determinazione della causa di inammissibilita
Massime di principio
- I termini per la redazione e il deposito delle sentenze da parte dei giudici non sono sospesi durante il periodo feriale: la sospensione feriale riguarda solo determinati termini a carico delle parti per compiere atti processuali
- La decorrenza dei termini d'impugnazione va calcolata con attenzione alla data di deposito e alla motivazione: rispettare il calcolo formale evita il rischio di inammissibilita dell'appello
- In materia di continuazione, il calcolo degli aumenti di pena puo essere effettuato con criteri diversi ma la Corte di merito, se coerentemente motivata, ha discrezionalita nel riparto e nella determinazione degli incrementi; le contestazioni sul calcolo richiedono dimostrare un errore concreto nel conteggio
- La Corte d'appello puo integrare o completare la motivazione sulla determinazione della pena rispetto al primo grado; tale integrazione e ammessa se la questione e correttamente affrontata e motivata
- Argomentazioni generiche sulla lesione di diritti costituzionali, come la riduzione delle ferie degli avvocati, non sono sufficienti a ribaltare il computo dei termini processuali se esiste un chiaro precedente delle Sezioni Unite in senso contrario
- Se un ricorso di cassazione e dichiarato inammissibile per ragioni processuali, e possibile la condanna del ricorrente alle spese e all'applicazione di sanzioni pecuniarie salvo che non si dimostri l'assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilita
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