Cassazione Penale, Sentenza n. 47414/2022 del 15/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto negativo di competenza sollevato dalla Corte di Appello di Napoli avverso il GIP in relazione a un incidente di esecuzione proposto da Minieri Andrea (terzo interessato nel processo penale a carico di Russo Bruno e Ferone Gilda) relativo al dissequestro di un box (foglio 40, particella 57, subalterno 10) e alla correzione di un errore materiale nel numero di subalterno. La Corte territoriale riteneva che, ai sensi dell'art. 665, comma 2, c.p.p., il giudice dell'esecuzione dovesse essere il Giudice Monocratico del Tribunale di Napoli, mentre il GIP aveva ritenuto di non essere competente e aveva rimesso gli atti alla Corte di Appello
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato insussistente il conflitto di competenza poiché non si era determinato uno stallo procedurale (il secondo giudice aveva implicitamente indicato la competenza di un terzo giudice). Ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli in composizione monocratica affinché eserciti la competenza come giudice dell'esecuzione. In sostanza è stato confermato che la competenza dell'esecuzione spetta al Tribunale monocratico in presenza di sentenza confermata
Norme richiamate
art. 665, comma 2, codice di procedura penale
Il giudice dell'esecuzione è il giudice di primo grado (Giudice Monocratico del Tribunale) quando la sentenza è stata confermata; la norma è stata applicata per attribuire la competenza al Tribunale di Napoli in composizione monocratica
Massime di principio
- Il conflitto di competenza richiede uno stallo: se dal contrasto fra giudici deriva un blocco irrisolvibile senza l'intervento della Corte regolatrice, il conflitto è sussistente; se invece un giudice implicitamente o esplicitamente segnala un terzo giudice competente, non si configura il conflitto perché gli atti possono essere trasmessi e il procedimento proseguire
- Quando una sentenza di primo grado è stata confermata in grado d'appello, ai sensi dell'art. 665, comma 2, c.p.p., il giudice dell'esecuzione è il giudice di primo grado (giudice monocratico del Tribunale) e la competenza funzionale si radica in capo a quest'ultimo
- Prima di sollevare un conflitto di competenza conviene verificare se vi sono atti formali di trasmissione o rimessione che consentono di evitare lo stallo processuale: la semplice denegata assunzione di cognizione da parte di un giudice non sempre legittima il ricorso per conflitto
- In pratica, se il secondo giudice trasmette gli atti o indica implicitamente un terzo giudice competente, la via corretta è la trasmissione degli atti a quel giudice piuttosto che il gravame per conflitto
- Nel giudizio sull'esecuzione, accertare preventivamente la composizione (monocratica o collegiale) del giudice competente è essenziale per evitare ritardi procedurali e impugnazioni procedurali basate su questioni di competenza
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