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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4849/2021 del 23/02/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato il regolamento comunale n.23/2014 che assoggettava a canone non ricognitorio le concessioni d'uso di infrastrutture e suolo pubblico per condutture e linee. I motivi di impugnazione lamentavano: difetto assoluto di giurisdizione e pronuncia "ultra petita" (sentenza resa su questioni non dedotte dalle parti), contraddittorietà e carenza di motivazione, e, in via subordinata, la necessità di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE per presunta violazione del diritto a un ricorso effettivo (art.47 Carta UE/art.267 TFUE).

La decisione

La Corte di cassazione, riuniti i ricorsi, li ha dichiarati inammissibili. Ha ritenuto che le doglianze di "ultra petita" e difetto di giurisdizione non erano sufficientemente documentate nei ricorsi di cassazione (mancava l'indicazione puntuale delle domande effettivamente svolte davanti al TAR e dei mezzi di gravame), e che l'errore interpretativo del giudice amministrativo rientra nelle scelte ermeneutiche non sindacabili in Cassazione salvo casi di difetto assoluto/relativo di giurisdizione. Ha inoltre dichiarato inammissibile la richiesta di rinvio pregiudiziale alla CGUE per carenza di chiara prospettazione di questioni di diritto UE rilevanti e per mancato collegamento tra norme UE e disciplina nazionale applicabile. Condanna i ricorrenti al pagamento delle spese (e al versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dall'art.13, co.1-quater DPR 115/2002, come modificato dalla legge n.228/2012).

Norme richiamate

  • Costituzione, art.111, comma 8

    Limita il sindacato in Cassazione ai motivi "inerenti alla giurisdizione"; la Corte evidenzia che tale sindacato riguarda solo difetto assoluto o relativo di giurisdizione e non gli errori interpretativi dell'autorità giudicante

  • Codice della strada, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285, art.27

    Attribuisce rilevanza al rilascio di un provvedimento autorizzativo/concessorio quale presupposto per l'imposizione del canone non ricognitorio: il canone è legittimo quando sussiste un titolo che limita l'uso pubblico della sede stradale

  • Codice della strada, art.25

    La nozione di "attraversamento e uso della sede stradale" va interpretata in relazione al principio che le opere debbano, per quanto possibile, non intralciare la circolazione; ne consegue che infrastrutture di rete interrate, prive di ostacolo sulla viabilità, non sono normalmente assoggettabili al canone, salvo il tempo di posa

  • TFUE, art.267

    Il rinvio pregiudiziale non è automatico: il giudice nazionale deve valutare la necessità e utilità del rinvio, dimostrando la pertinenza della questione di diritto UE e il collegamento con la normativa nazionale e la controversia concreta

  • Carta dei diritti fondamentali UE, art.47

    Richiamato dai ricorrenti in relazione al diritto a un ricorso effettivo; la Corte osserva che l'alitazione generica al principio non basta a giustificare il rinvio pregiudiziale senza chiaro riferimento a norme UE e al loro impatto sulla causa

  • d.P.R. n.115/2002, art.13, co.1-quater (come modificato dalla legge n.228/2012)

    Prevede l'obbligo, in caso di soccombenza, del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato; la Corte accerta la sussistenza del presupposto per l'applicazione di tale contributo

  • Codice del processo amministrativo, art.110 e art.34

    Richiamati in relazione ai limiti della motivazione e del tema del contendere davanti al giudice amministrativo; la Corte sottolinea che per censurare il giudice amministrativo in Cassazione occorre puntuale indicazione delle questioni realmente dedotte dalle parti

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non è il rimedio per errori di merito o di interpretazione del giudice amministrativo; il sindacato in Cassazione sui "motivi inerenti alla giurisdizione" è ristretto ai casi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione, non agli errori ermeneutici
  • Per censurare una pronuncia come "ultra petita" o per difetto di giurisdizione occorre nei motivi di cassazione indicare testualmente o riassumere con precisione le domande e le contestazioni già svolte nei gradi precedenti, così da consentire il controllo richiesto
  • La richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE è ammissibile solo quando il giudice nazionale precisa la questione di diritto UE, il suo collegamento con la normativa nazionale e la rilevanza per la decisione; richiami generici all'effettività della tutela non sono sufficienti
  • In tema di canoni comunali per l'occupazione/uso del suolo pubblico, l'imposizione richiede normalmente un titolo autorizzativo che limiti l'uso pubblico della strada; infrastrutture interrate che non intralciano la circolazione non sono agevolmente assoggettabili al canone, salvo il periodo di posa
  • Chi propone ricorso in cassazione deve curare la puntualità formale e sostanziale delle censure (modalità redazionali e collegamenti probatori) perché l'inammissibilità può derivare da carenze formali e da insufficiente collegamento tra censure e concentro fattuale/giuridico delle decisioni impugnate

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