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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4839/2021 del 23/02/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione promosso da TERNA contro la sentenza della Corte d'appello di Ancona che aveva confermato la condanna di TERNA (subentrata a ENEL) al pagamento di indennità per occupazione d'urgenza, indennizzo per la costituzione coattiva della servitù di elettrodotto e risarcimento per il deprezzamento del fondo. TERNA contestava in particolare: (i) che la Corte d'appello avrebbe attribuito automaticamente il danno da svalutazione senza dimostrazione della sua attualità e del nesso causale; (ii) che la valutazione non avrebbe dovuto tener conto della successiva destinazione urbanistica acquisita dal fondo dopo l'occupazione agricola; (iii) che l'indennizzo avrebbe dovuto limitarsi alla perdita di produttività agricola; (iv) che le aree avrebbero dovuto essere considerate agricole e che la comparazione con zone urbanistiche diverse era scorretta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di TERNA. Ha confermato che la costituzione giudiziale della servitù di elettrodotto è legittima anche se i termini amministrativi dell'autorizzazione sono scaduti, purché l'autorizzazione sia sopravvenuta prima della decisione. Ha stabilito che il danno da deprezzamento va riconosciuto solo se è provata l'attualità del deprezzamento e il suo collegamento causale con la servitù; la Corte d'appello non ha applicato il danno in modo automatico ma ha distinto le porzioni effettivamente asservite e quelle ancora sfruttabili. Sulla base di C.T.U. il valore dell'area asservita è stato individuato in una fascia di ml 621 e la Corte d'appello ha correttamente considerato la sopravvenuta destinazione (inserimento in area per attività ricreative/turistiche) per stimare il valore venale e la conseguente diminuzione. Confermata la quantificazione a favore dei Marini e condanna di TERNA alle spese di giudizio in cassazione.

Norme richiamate

  • R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775 (art. 119)

    Prevede la servitù forzosa di elettrodotto e l'azione volta alla sua costituzione; la Corte interpreta tale istituto come diritto potestativo di natura privatistica (art. 1032 c.c.) che può essere accertato giudizialmente anche se i termini dell'autorizzazione amministrativa sono decorsi, fermo restando diverso effetto nel procedimento espropriativo

  • R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775 (art. 123)

    Stabilisce i criteri per la determinazione dell'indennità/risarcimento per l'asservimento; la Corte afferma che la componente relativa alla diminuzione di valore opera solo se dimostrata l'attualità del deprezzamento e il nesso causale con la servitù, parametrandola al valore venale del bene

  • d.P.R. n. 327/2001 (art. 40)

    Norme regolamentari richiamate in relazione alle procedure amministrative di esproprio/occupazione; la Corte ricorda che l'autorizzazione amministrativa è condizione dell'azione ma la sua scadenza incide solo sull'improcedibilità dell'esproprio, non sull'azione giudiziale di costituzione della servitù

  • d.P.R. n. 327/2001 (richiamo generale)

    Usato per richiamare la disciplina procedurale e regolamentare degli espropri e delle occupazioni d'urgenza

  • Codice Civile (art. 1032)

    La Corte qualifica la servitù coattiva di elettrodotto come esercizio di un diritto potestativo privatistico nei termini richiamati dall'art. 1032 c.c.

  • d.lgs. n. 504/1992 (art. 16, comma 1)

    Citate tra le norme evocate nella doglianza sulla valutazione urbanistica; non rilevante per modificare l'esito, ma contestata dalla ricorrente

  • Costituzione (art. 42)

    Richiamata nella doglianza relativa alla tutela della proprietà privata; la Corte non ritiene che il richiamo cambi la corretta applicazione dei criteri di indennizzo/risarcimento

  • d.P.R. n. 115/2002 (art. 13, comma 1-quater)

    Norma processuale sul contributo unificato: la Corte dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore importo da parte della ricorrente

Massime di principio

  • La costituzione giudiziale della servitù di elettrodotto può essere pronunciata anche se sono decorsi i termini amministrativi dell'autorizzazione, purché l'autorizzazione sia intervenuta prima della decisione; la scadenza incide solo sull'azione espropriativa amministrativa.
  • L'indennità/risarcimento per asservimento deve essere parametrata al valore venale del bene: la componente relativa al deprezzamento del fondo va riconosciuta soltanto se provata l'attualità del deprezzamento e il nesso causale con la servitù (non è automatica).
  • In presenza di sopravvenute previsioni urbanistiche che modificano la potenzialità di sfruttamento del fondo, il giudice deve tenere conto delle effettive caratteristiche e attitudini economiche dell'area al momento della domanda e delle utilizzazioni ammissibili (anche intermedie tra agricolo ed edificabile).
  • La valutazione tecnico-economica (C.T.U.) che individua le porzioni effettivamente asservite e la perdita di capacità di sfruttamento è centrale: il giudice di merito ha ampia discrezionalità tecnica non sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.
  • Per quantificare il danno da deprezzamento è legittimo utilizzare confronti con valori medi di zone omologhe e considerare usi intermedi (parcheggi, attività sportive, ricettive) se ammissibili dalla normativa urbanistica vigente.

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