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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15231/2025 del 17/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Jelmoni ha impugnato l'ordinanza del 27/11/2024 che ha rigettato l'opposizione ex art. 667 c.p.p. contro il provvedimento che autorizzava il pagamento delle competenze della liquidatrice di Titris S.A. mediante fondi sul conto intestato a Reginato & Mercante s.r.l. Il ricorrente deduceva: (i) carattere ultra petita del provvedimento del Giudice delegato; (ii) violazione dell'art. 42 d.lgs. 159/2011 e del divieto di gravare società terze per spese di amministrazione quando l'Erario avrebbe dovuto anticipare; (iii) vizio di motivazione perché l'ordinanza avrebbe fatto riferimenti a fatti relativi a procedimento diverso e a valutazioni sulla fittizietà delle strutture societarie non definitivamente accertate rispetto alla posizione di Reginato & Mercante; (iv) inesistenza di rapporti di controllo tra le società; (v) motivo aggiunto di cessata materia del contendere per provvedimento successivo di restituzione dei beni a seguito di assoluzione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la competenza a decidere sulle opposizioni al decreto di liquidazione dell'ausiliario rientra nelle attribuzioni del Presidente del tribunale cui appartiene il giudice che ha emesso il provvedimento e che il Tribunale ha correttamente applicato l'art. 42 d.lgs. 159/2011 ritenendo le società parte della stessa massa attiva per essere state sottoposte a sequestro nel medesimo procedimento e riconducibili al medesimo imputato. Ha inoltre escluso la rilevanza, in sede di legittimità, di acquisizioni sopravvenute (restituzione dei beni) che devono essere dedotte al giudice che ha emesso il provvedimento. Conseguentemente il ricorso è stato respinto, il ricorrente condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 667 comma 4 cod. proc. pen.

    Norma di riferimento per l'opposizione a decreti: il ricorso proposto ai sensi di tale disposizione è stato ritenuto inammissibile nella forma/competenza trattata; la competenza a decidere sulle opposizioni al decreto di liquidazione dell'ausiliario è del presidente del tribunale cui appartiene il magistrato che ha emesso il provvedimento

  • d.lgs. 159/2011 (art. 35, art. 40, art. 41, art. 42)

    La disciplina dell'amministrazione giudiziaria e delle spese relative agli enti sottoposti a sequestro consente al giudice delegato di impartire direttive e autorizzare la gestione; le spese sono sostenute dall'amministratore giudiziario con i fondi disponibili e, se non sufficienti, possono essere anticipate dallo Stato con diritto di recupero. L'art. 42 è stato interpretato nel senso che beni sottoposti a sequestro nello stesso procedimento e riconducibili al medesimo soggetto costituiscono un'unica massa e i fondi di una società capiente possono essere utilizzati per pagare le spese di altra società del medesimo patrimonio sequestrato

  • art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen. (e art. 104-bis comma 1-ter)

    Stabilisce che, per i beni sottoposti a sequestro, si applicano le norme di amministrazione previste dal d.lgs. 159/2011 e conferma la competenza del giudice che ha emesso il sequestro a decidere sulle questioni inerenti l'amministrazione e i compensi durante tutto il procedimento; la Corte ha ribadito che tali decisioni restano sottratte a sindacato di legittimità se relative a giudizio di fatto coerentemente motivato

  • DPR n. 177/2015 (art. 3 comma 9)

    Rinvio normativo utilizzato per confermare che, in presenza di più provvedimenti di sequestro riferibili allo stesso procedimento e medesimo soggetto, si può considerare unica la massa dei beni ai fini di copertura delle spese

  • art. 170 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 e art. 15 d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150

    Citati in relazione alla disciplina dell'impugnazione dei decreti di pagamento in favore degli ausiliari: la giurisprudenza interpretata dal giudice indica la competenza del capo dell'ufficio giudiziario e la procedura semplificata per le opposizioni, con ordinanza inappellabile

Massime di principio

  • Se più società o beni sono stati sottoposti a sequestro nell'ambito dello stesso procedimento e sono riconducibili al medesimo soggetto, il giudice può considerare una massa unica e utilizzare fondi disponibili di una società per coprire le spese di un'altra società incapiente
  • La competenza a decidere sulle opposizioni avverso decreti di liquidazione delle competenze degli ausiliari in procedimenti di sequestro è del presidente del tribunale cui appartiene il giudice che ha emesso il provvedimento; le decisioni del giudice delegato in materia di amministrazione sono sottratte a sindacato di legittimità se fondate su valutazioni di fatto
  • L'anticipazione delle spese da parte dell'Erario è residuale: lo Stato interviene solo quando non è ricavabile denaro sufficiente dalla gestione dei beni sequestrati o confiscati
  • Eventuali fatti o provvedimenti sopravvenuti dopo la chiusura della discussione in Cassazione (es. restituzione di beni) non rilevano nel giudizio di legittimità e devono essere fatti valere con istanze di revoca o modifica davanti al giudice che ha emesso il provvedimento
  • Contestazioni circa la fittizietà di strutture societarie o rapporti di controllo tra società sono valutazioni di fatto e la Corte di legittimità non riesamina valutazioni probatorie e di fatto già espresse dal giudice di merito, salvo vizio motivazionale grave

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