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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15196/2025 del 17/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte di appello di Cagliari che aveva accolto la richiesta di rimessione in termini ai sensi dell'art. 175 c.p.p. per consentire a Salerno di proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di conferma della condanna (n. 630/2022). Il Procuratore generale deduce omessa pronuncia sulla istanza di correzione di errore materiale ed erronea applicazione dell'art. 175 c.p.p., sostenendo che la Corte territoriale aveva ingiustificatamente ritenuto che una proposizione negativa nella sentenza (riferimento alla preclusione all'applicazione dell'indulto ai sensi dell'art. 1 legge 241/2006 e al comma 4 dell'art. 74 T.U. stupefacenti) potesse aver indotto in errore il difensore, giustificando così la rimessione in termini; il Procuratore afferma che tale errore non è caso fortuito o forza maggiore e che il giudicato esecutivo rende inammissibile la rinnovata impugnazione su questioni non devolute alla Cassazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore generale inammissibile. Ha motivato che, ai sensi dell'art. 175, comma 5, c.p.p., l'ordinanza che concede la restituzione nel termine per proporre l'impugnazione non è autonomamente ricorribile in Cassazione (ricorribile solo la sentenza che decide sull'impugnazione o opposizione); pertanto il rimedio straordinario del Procuratore non era percorribile in questa sede. La Corte non ha annullato il provvedimento impugnato sul merito della valutazione circa l'errore materiale o la portata decisoria della frase sulla non applicabilità dell'indulto, bensì ha escluso la ricevibilità del ricorso a motivo della preclusione di cui all'art. 175 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    l'ordinanza che concede la restituzione nel termine per la proposizione della impugnazione o della opposizione può essere impugnata solo con la sentenza che decide sulla impugnazione o sulla opposizione

    La Corte ha interpretato questa norma nel senso che è espressamente esclusa la ricorribilità autonoma in Cassazione dell'ordinanza che concede la restituzione nel termine; quindi il ricorso del Procuratore contro tale ordinanza è inammissibile

  • art. 1 legge 31 luglio 2006, n. 241

    Norma citata in relazione alla causa ostativa all'applicazione dell'indulto; nella vicenda la Corte territoriale ha valutato che la frase della sentenza che menzionava l'ostatività fosse un refuso e non un accertamento decisorio sulla sussistenza della causa ostativa

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (T.U. stupefacenti), in particolare comma 4

    Riferimento all'aggravante (sodalizio armato o sofisticazione) che può rendere ostativa l'applicazione dell'indulto; nel caso la Corte ha rilevato che l'aggravante non risultava contestata né motivata nelle decisioni di merito

  • Sez. 4, n. 20420 del 27/04/2021 (Khan) - giurisprudenza di legittimità

    Giurisprudenza richiamata a conferma del principio che l'ordinanza che concede la restituzione nel termine non è autonomamente impugnabile e che il sindacato sulla correttezza della restituzione compete al giudice dell'impugnazione

Massime di principio

  • L'ordinanza che concede la restituzione nel termine per proporre impugnazione non è autonomamente ricorribile in Cassazione: il rimedio va esercitato contro la decisione che definisce l'impugnazione (art. 175 c.p.p.).
  • Errori di forma o refusi contenuti in una sentenza irrevocabile possono essere valutati dal giudice dell'esecuzione ai fini dell'applicazione di benefici (es. indulto), ma le impugnazioni relative alla sola ordinanza di rimessione seguono le limitazioni procedurali previste dalla legge.
  • Il giudicato esecutivo preclude la revisione delle questioni già dedotte e decise (o implicitamente valutate); soltanto elementi nuovi, sopravvenuti o non considerati né implicitamente né esplicitamente, possono giustificare una valutazione diversa in sede esecutiva.
  • Quando si ritiene che una formulazione della sentenza di merito abbia valore meramente descrittivo o sia un refuso, è necessario che la parte esperisca i rimedi previsti dalla legge nel corretto ordine procedurale; il Procuratore deve valutare la ricevibilità dell'impugnazione prima di proporre ricorso in Cassazione.
  • Per questioni relative all'applicazione di benefici estintivi o condoni (indulto), è importante verificare se l'aggravante richiamata sia stata effettivamente accertata e motivata nella decisione di merito, perché la mancanza di tale accertamento può essere determinante nella fase esecutiva.

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