Cassazione Penale, Sentenza n. 15202/2025 del 17/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Messina che aveva rigettato l'istanza di riparazione per ingiusta detenzione promossa a favore di Porto Carmelo. Il ricorrente denunciava l'ingiusta privazione della libertà personale: custodia cautelare in carcere dal 10/04/2017 al 31/05/2018 e poi arresti domiciliari fino al 06/12/2018, in un procedimento per reati connessi ad estorsione e tentata truffa, poi conclusosi con assoluzione in appello. In cassazione il ricorrente contestava l'ordinanza per inosservanza o erronea applicazione degli artt. 314 e 315 c.p.p. e per vizio di motivazione, sostenendo l'assenza di condotte dolose o gravemente colpose a suo carico, la coerenza delle dichiarazioni rese sin dall'interrogatorio di garanzia e il suo ruolo di collaboratore di giustizia, e denunciando un travisamento dei fatti da parte della Corte territoriale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità: il ricorrente non ha contestato puntualmente e specificamente gli argomenti della Corte d'appello. La Corte territoriale aveva motivato il rigetto rilevando che, pur in presenza di assoluzione per il reato di estorsione (o di insussistenza della condizione di procedibilità per il tentativo di truffa), i fatti accertati indicavano che Porto aveva chiesto alla vittima la corresponsione di euro 2.000, somma che avrebbe dovuto essere consegnata allo stesso Porto per essere versata al presunto estorsore; tale comportamento, pur non sufficiente a integrare l'estorsione contestata, era idoneo a generare nell'autorità il convincimento del coinvolgimento dell'istante e quindi a costituire ostacolo alla concessione della riparazione. Per tali ragioni la Cassazione ha ritenuto insufficiente il confronto offerto dal ricorrente con la motivazione impugnata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al pagamento in favore della Cassa delle ammende di euro 3.000,00 e alla rifusione delle spese in favore del Ministero resistente, liquidate in euro 1.000,00.
Norme richiamate
artt. 314 e 315 cod. proc. pen.
Norme sulla riparazione per ingiusta detenzione: la decisione è stata impugnata sulla base della loro applicazione, ma la Corte ha ritenuto che il ricorso di cassazione non avesse contestato specificamente la motivazione della Corte d'appello relativa all'esistenza di una condotta idonea a giustificare l'adozione delle misure cautelari.
artt. 581 e 591 cod. proc. pen.
Prescrivono i requisiti di specificità e contenuto del ricorso per cassazione; la Corte ha richiamato questi articoli per dichiarare l'inammissibilità del ricorso, rilevando l'assenza del confronto puntuale con le argomentazioni del provvedimento impugnato.
artt. 110, 56 e 629 cod. pen.; art. 7 d.l. 13 maggio 1991, n.152
Norme richiamate nei fatti quali disposizioni penali relative alle imputazioni originarie (concorso, tentativo e fattispecie connesse all'estorsione/truffa); la sentenza di merito ha comunque accertato comportamenti (richiesta di denaro) che, sebbene non qualificati in sede di assoluzione come estorsione perseguibile, hanno contribuito a fondare il convincimento sull'esistenza di elementi ostativi alla riparazione.
Sentenza Corte costituzionale 13/06/2000, n.186
Richiamata in relazione alla responsabilità per l'intenzione o colpa nella proposizione del ricorso; la Corte ha ritenuto non sussistere colpa esimente ma comunque ha disposto la condanna al versamento alla Cassa delle ammende, applicando i principi esposti da tale giurisprudenza costituzionale.
Massime di principio
- Per ottenere la riparazione per ingiusta detenzione non basta l'assoluzione: occorre dimostrare che l'arresto non sia avvenuto per condotte dolose o gravemente colpose imputabili all'interessato che abbiano ingenerato nell'autorità il fondato motivo della misura.
- In sede di impugnazione (anche in cassazione) è essenziale il confronto puntuale e motivato con le argomentazioni del giudice di merito; ricorsi generici o aspecifici sono dichiarati inammissibili.
- La condotta processuale o extraprocessuale del detenuto (es. richiesta di denaro collegata ai fatti) può, anche se non sufficiente per una condanna penale, essere ritenuta idonea a giustificare l'adozione delle misure cautelari e quindi ostativa alla riparazione.
- Il ruolo di collaboratore di giustizia o la coerenza delle dichiarazioni non garantiscono automaticamente la riparazione: bisogna contrastare punto per punto le ragioni che hanno portato alla misura cautelare e dimostrare l'assenza di responsabilità rilevante ai fini della custodia.
- Un ricorso manifestamente aspecifico o infondato può comportare non solo il rigetto o l'inammissibilità ma anche condanne alle spese, il pagamento in favore della Cassa delle ammende e altre sanzioni economiche.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 17 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15196/2025 del 17/04/2025
- Sentenza penale · 17 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15199/2025 del 17/04/2025
- Sentenza penale · 17 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15201/2025 del 17/04/2025
- Sentenza penale · 17 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15203/2025 del 17/04/2025
- Sentenza penale · 17 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15204/2025 del 17/04/2025
- Sentenza penale · 17 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 15205/2025 del 17/04/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →