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Ordinanza

Ordinanza n. 256/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, - del decreto della Prefettura di Savona datato 21/04/2026, privo di numero di protocollo e notificato al ricorrente in data 21/04/2026, recante il divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti ai sensi dell'art. 39 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. 18 giugno 1931, n. 773); - di ogni atto presupposto, preparatorio, connesso e consequenziale, ivi compresi: la comunicazione di avvio del procedimento del 23 febbraio 2026; la nota della Questura di Savona prot. n. -OMISSIS- del 30 ottobre 2025; la nota della Questura di Savona prot. n. -OMISSIS- del 20 marzo 2026; la nota della Stazione Carabinieri di Albisola prot. n. -OMISSIS- del 7 aprile 2026.

Giustizia amministrativa202600644

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto della Prefettura di Savona recante il divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il decreto prefettizio del 21 aprile 2026 adottato ai sensi dell'art. 39 TULPS, nonché gli atti presupposti e connessi, tra cui la comunicazione di avvio del procedimento e informative della Questura e dell'Arma dei Carabinieri. Dalla ricostruzione sommaria della fase cautelare emerge che il ricorrente era stato condannato alla pena di quattro anni di reclusione per riciclaggio e che, nell'ottobre 2023, le armi gli erano state cautelativamente sequestrate ai sensi dell'art. 39 TULPS. Il testo dell'ordinanza non espone specifici motivi di illegittimità dedotti contro il decreto.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare, ritenendo che, all'esame proprio della fase cautelare, non fosse ravvisabile il presupposto del periculum in mora. La sospensione dell'efficacia del divieto prefettizio è quindi stata negata, senza una decisione definitiva sulla legittimità dell'atto né una compiuta valutazione del fumus boni iuris. Il giudizio di merito resta pendente. L'ordinanza dispone inoltre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 39 TULPS (R.D. 773/1931)

    Costituisce la base normativa del sequestro cautelare delle armi e del divieto prefettizio di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti; l'ordinanza cautelare non ne definisce ulteriormente l'interpretazione.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina il procedimento e i presupposti della tutela cautelare; l'ordinanza ha respinto la domanda cautelare per l'assenza del periculum in mora.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, la sospensione dell'efficacia di un provvedimento amministrativo può essere negata quando il giudice non ravvisi il periculum in mora, anche senza definire in via definitiva la questione relativa alla legittimità dell'atto.
  • Il rigetto dell'istanza cautelare per assenza del periculum in mora non comporta, di per sé, una decisione definitiva sul merito dell'impugnazione del provvedimento amministrativo.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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