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Ordinanza

Ordinanza n. 150/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600319

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di voltura del contratto di locazione di un alloggio ERP, atti preordinati alla revoca e al diniego di trasferimento della proprietà, diffida al rilascio e ordinanza sindacale di sgombero, nonché successivo provvedimento del dirigente del patrimonio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, anche con motivi aggiunti, il diniego comunale dell'istanza di voltura del contratto di locazione di un alloggio ERP originariamente intestato a una familiare convivente, deceduta nel 2016, nonché gli atti successivi con cui il Comune ha preannunciato e disposto il rilascio e lo sgombero dell'immobile. Ha chiesto la sospensione cautelare degli atti, contestando la perdita del titolo di detenzione e il mancato riconoscimento della voltura e del trasferimento della proprietà. Il Comune ha eccepito, tra l'altro, la tardività dell'impugnazione del diniego di voltura. Il giudice ha rilevato, in via preliminare e sommaria, che il diniego del 2 aprile 2025 era stato notificato personalmente il 6 maggio 2025 e che la relativa domanda di annullamento appariva quindi irricevibile per tardività. Ha inoltre considerato l'art. 1, comma 6, della l. n. 560/1993, ritenendo prima facie che la facoltà di acquisto riconosciuta al familiare convivente presupponga l'esistenza in vita dell'assegnatario, poiché quest'ultimo conserva, in caso di acquisto da parte del familiare, il diritto di abitazione. Il successivo decesso dell'assegnataria e il consolidamento del diniego di voltura sono stati ritenuti idonei, allo stato degli atti, a escludere la legittimazione del ricorrente a chiedere la formalizzazione del trasferimento della proprietà già assentito nei confronti dell'originaria assegnataria. Da ciò il giudice ha desunto l'assenza di un titolo legittimante la detenzione dell'immobile e la conseguente obbligatorietà dello sgombero. Sono stati riservati alla fase di merito gli ulteriori profili, inclusa l'eccezione di carenza di giurisdizione riferita alla domanda di annullamento degli atti di rilascio e sgombero.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso, come integrato dai motivi aggiunti, privo del fumus boni iuris necessario per la tutela cautelare. In particolare, ha ritenuto prima facie tardiva l'impugnazione del diniego di voltura, notificato il 6 maggio 2025, e ha considerato che, ai sensi dell'art. 1, comma 6, della l. n. 560/1993, la domanda di acquisto formulata dal familiare convivente presuppone l'esistenza in vita dell'assegnatario, che conserva il diritto di abitazione. Il consolidamento del diniego di voltura è stato quindi reputato idoneo a privare il ricorrente della legittimazione a ottenere il trasferimento della proprietà dell'alloggio. In assenza di un titolo legittimante la detenzione, lo sgombero è stato ritenuto, in via cautelare, obbligatorio. Il TAR ha rinviato alla fase di merito l'approfondimento dell'eventuale carenza di giurisdizione sulla domanda di annullamento degli atti di rilascio e sgombero. La richiesta di sospensione è stata rigettata e le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare, il cui accoglimento richiede la sussistenza dei presupposti cautelari; nel caso concreto il giudice ha escluso il fumus boni iuris.

  • art. 1, comma 6, l. n. 560/1993

    «Hanno titolo all’acquisto degli alloggi di cui al comma 4 gli assegnatari o i loro familiari conviventi, i quali conducano un alloggio a titolo di locazione da oltre un quinquennio e non siano in mora con il pagamento dei canoni e delle spese all’atto della presentazione della domanda di acquisto. In caso di acquisto da parte dei familiari conviventi è fatto salvo il diritto di abitazione in favore dell’assegnatario»

    In via cautelare, la norma è stata interpretata nel senso che l'acquisto da parte del familiare convivente presuppone l'esistenza in vita dell'assegnatario, poiché a quest'ultimo deve essere salvaguardato il diritto di abitazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle persone fisiche.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità delle persone interessate mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l'impugnazione di un diniego notificato oltre il termine decadenziale appare priva di fumus boni iuris, con conseguente rigetto della domanda di sospensione, salva la verifica definitiva della tardività nella fase di merito.
  • Ai sensi dell'art. 1, comma 6, della l. n. 560/1993, la possibilità di acquisto dell'alloggio ERP da parte del familiare convivente è collegata all'esistenza in vita dell'assegnatario, in quanto quest'ultimo deve conservare il diritto di abitazione sull'immobile trasferito al familiare.
  • Il consolidamento del diniego di voltura del contratto di locazione di un alloggio ERP può escludere, in via cautelare, la legittimazione del familiare occupante a chiedere il successivo trasferimento della proprietà dell'immobile.
  • In assenza di un titolo legittimante la detenzione di un alloggio ERP, lo sgombero dell'occupante appare, in via cautelare, obbligatorio.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaTitoli abilitativi ediliziTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrereRiparto di giurisdizione

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