Ordinanza n. 148/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: delibera di non ammissione alle agevolazioni della domanda Resto al Sud relativa all’ampliamento dell’attività professionale mediante trivellazioni e perforazioni
Esito
Favorevole al resistente (ente finanziatore)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha chiesto il finanziamento previsto dalla misura Resto al Sud, proponendo di diversificare e ampliare la propria attività libero-professionale di geologo mediante l’ulteriore attività di trivellazioni e perforazioni, codice ATECO 43.13.00. Ha impugnato la delibera di non accoglibilità della domanda, contestandone la motivazione. Secondo la prospettazione esaminata dal giudice, la delibera non sarebbe stata motivata dalla necessità che il richiedente fosse già titolare, al momento della domanda, del codice ATECO relativo alla nuova attività, bensì dalla ritenuta non praticabilità dell’attività di trivellazioni e perforazioni da parte di un libero professionista esercente la professione di geologo. Il TAR rileva tuttavia che tale specifica ragione non è stata oggetto di puntuali censure nel ricorso.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare. A un sommario esame, proprio della fase cautelare, ha ritenuto che la ragione effettiva della non ammissione fosse la ritenuta non praticabilità dell’attività di trivellazioni e perforazioni da parte del ricorrente quale libero professionista, e non la questione della previa titolarità del codice ATECO. Poiché tale motivazione non è stata specificamente censurata, non è emerso un fumus boni iuris sufficiente. Il giudice ha inoltre escluso il periculum in mora, poiché i pregiudizi prospettati risultano prevalentemente patrimoniali e quindi risarcibili. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico del ricorrente, per complessivi € 800,00, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
previa sospensione dell’efficacia
La domanda cautelare è stata valutata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.
Decreto Legge 20 giugno 2017 n. 91
Fonte normativa della misura di finanziamento richiesta dal ricorrente.
DM 174/2017
Disciplina attuativa della misura Resto al Sud richiamata nella domanda di finanziamento.
circolare n. 33/2017
Atto amministrativo richiamato quale disciplina applicabile alla domanda di agevolazione.
Massime di principio
- Nella fase cautelare, la verifica del fumus boni iuris deve essere riferita alla concreta motivazione posta a fondamento dell’atto impugnato; la censura rivolta a una ragione diversa da quella effettivamente individuata dal provvedimento non è idonea, di per sé, a contestarne validamente la legittimità.
- La mancata specifica censura della ragione decisiva posta dall’amministrazione a fondamento del diniego impedisce, in sede cautelare, di ravvisare un adeguato fumus boni iuris.
- Il periculum in mora non sussiste, di regola, quando il pregiudizio dedotto è prevalentemente patrimoniale e risulta suscettibile di integrale o adeguata riparazione mediante risarcimento.
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