Cassazione Penale, Sentenza n. 23659/2025 del 24/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Imputato condannato, nel giudizio abbreviato, per tentato furto in appartamento in concorso con Giorgi Lomtadze. Il ricorrente impugna in Cassazione denunciando vizi di motivazione e chiedendo l'annullamento della dichiarazione di responsabilità: sostiene l'assenza di riconoscimento personale (i testimoni riferirono volto coperto da mascherina e descrizioni vaghe), e che la sentenza si sarebbe fondata sostanzialmente su un unico elemento indiziario (contatti telefonici tra le utenze dei due), insufficiente a soddisfare i criteri dell'art. 192 cod. proc. pen. Inoltre censura la mancata valutazione del contributo causale e dell'elemento soggettivo necessari per la configurazione del concorso di persone. Il Procuratore Generale in appello aveva invece concluso per l'assoluzione ai sensi dell'art. 530 cpv. cod. proc. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che la condanna fosse fondata non sul riconoscimento visivo, ma sulla convergenza di più elementi investigativi: esame incrociato dei tabulati telefonici, movimenti dell'autovettura in uso al ricorrente (Mercedes con targa francese), e dichiarazioni della persona offesa e del teste Malagamba. I giudici di merito hanno valutato singolarmente e poi globalmente gli indizi ai sensi delle coordinate giurisprudenziali sull'accertamento indiziario, concludendo che la compresenza a Pontedera, lo spostamento congiunto a Genova, la vicinanza al luogo del fatto alle ore indicate, la separazione dopo l'inseguimento e il tentativo di contatto del ricorrente con il complice consentivano di ritenere provato il concorso. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui il contributo concorsuale può avere natura agevolatrice e non necessariamente causale diretta, e ha ritenuto provato il contributo apprezzabile del ricorrente (tra l'altro per aver inserito una sottile scheda tra porta e montante). A seguito del rigetto, è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
È il criterio di valutazione della prova indiziaria: gli indizi devono essere esaminati singolarmente nella loro gravità e precisione e poi nel loro insieme al fine di verificare se la convergenza acquisti valore dimostrativo univoco.
Disciplina il concorso di persone nel reato; la Corte richiama che il contributo concorsuale rileva sia se causale sia se consistendo in un'apporto agevolatore che aumenta le probabilità di riuscita del reato.
Norma citata in relazione alla richiesta del Procuratore Generale di assoluzione (conclusione in appello), ma non accolta dalla Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso.
Massime di principio
- L'assenza di riconoscimento visivo diretto non esclude la condanna se esiste una convergenza di elementi investigativi autonomi e tra loro coerenti (tabulati telefonici, tracciamento veicolare, dichiarazioni witness) che, valutati secondo art. 192 c.p.p., formano un compendio probatorio univoco.
- La prova indiziaria va valutata in due fasi: analisi qualitativa di ciascun indizio (gravità e precisione) e valutazione globale e sinergica degli indizi per verificarne la compattezza logica e il significato dimostrativo.
- Per configurare il concorso di persone (art. 110 c.p.) non è indispensabile che il contributo sia causa diretta dell'evento: è sufficiente un contributo agevolatore apprezzabile che aumenti le probabilità di riuscita del reato.
- Contatti telefonici e coincidenze nei movimenti del veicolo possono assumere valore individualizzante se integrati da altri elementi (temporalità, prossimità al luogo del fatto, comportamenti immediatamente successivi) che riducono le alternative spiegative.
- Le censure generiche sulla presunta illogicità della motivazione sono deboli se la sentenza di merito mostra un esame analitico degli indizi e una motivazione che espone la sintesi logica tra i vari elementi probatori.
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