Cassazione Civile, Ordinanza n. 34701/2021 del 16/11/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (utente)
La controversia
L'utente aveva convenuto in giudizio la società erogatrice del servizio chiedendo la restituzione di una somma pagata a titolo di conguaglio per consumi di energia elettrica, sostenendo che l'addebito fosse stato richiesto dopo un lungo periodo senza letture del contatore e dopo la sostituzione del misuratore, con consumi anomali rispetto a quelli precedenti e successivi. Sia il giudice di pace sia il tribunale avevano rigettato la domanda, ritenendo che spettasse all'utente provare il cattivo funzionamento o l'erroneità della lettura del contatore. Con il ricorso per cassazione sono stati dedotti: 1) violazione dell'art. 2697 c.c. per errata ripartizione dell'onere della prova, sostenendo che, una volta contestata la fattura, spettasse al somministrante dimostrare il regolare funzionamento del contatore; 2) omesso esame di un fatto decisivo, ma sostanzialmente sempre sotto il profilo dell'erronea regola probatoria applicata dal giudice di merito.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondati entrambi i motivi, esaminandoli congiuntamente perché investivano la ratio decidendi della sentenza impugnata, centrata sulla ripartizione dell'onere della prova. Ha affermato che, nei rapporti di somministrazione con misurazione dei consumi mediante contatore, la lettura del misuratore è assistita da una presunzione semplice di veridicità; pertanto, in caso di contestazione, incombe sul somministrante l'onere di provare che il contatore funzionava correttamente, mentre l'utente deve allegare e dimostrare, secondo i principi di vicinanza della prova, elementi idonei a spiegare l'eccessività dei consumi e, ove deduca interferenze di terzi, anche la diligenza nell'adozione di misure di controllo. Ha quindi cassato la sentenza del tribunale e rinviato la causa al Tribunale di Catanzaro in diversa composizione.
Norme richiamate
Richiede una corretta ripartizione dell'onere della prova: nel contenzioso sulla fatturazione dei consumi rilevati da contatore contestato, il giudice di merito non può addossare all'utente la prova del cattivo funzionamento del misuratore se questi ha contestato l'addebito; grava sul somministrante la prova del regolare funzionamento del contatore.
principio di vicinanza della prova
La prova va allocata presso la parte più vicina ai fatti da dimostrare: per il funzionamento del contatore e la correttezza della misurazione il soggetto onerato è il gestore/somministrante.
Massime di principio
- Nella somministrazione di energia o di altro bene misurato da contatore, la registrazione dei consumi ha valore di presunzione semplice di veridicità e può essere superata dalla contestazione dell'utente.
- Una volta contestata la bolletta, l'onere di provare che il contatore era regolarmente funzionante grava sul somministrante, non sull'utente.
- L'utente che contesti consumi anomali deve allegare e dimostrare circostanze coerenti con l'eccessività rilevata e, se invoca l'intervento di terzi, deve provare anche la propria diligente vigilanza sull'impianto.
- In sede di legittimità, la censura sulla ripartizione dell'onere probatorio investe la ratio decidendi quando la decisione di merito si fonda proprio sulla regola di distribuzione della prova.
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