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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37209/2024 del 09/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto l'istanza di affidamento in prova: il Tribunale aveva motivato il diniego con la rilevante entità della pena, uno stile di vita orientato a profitti da iniziative illecite, una condanna recente del Tribunale di Macerata per reati fiscali con evasione prossima a 15 milioni, carichi pendenti per false fatturazioni e violazioni fallimentari, frequentazioni controindicate, l'inattendibilità della documentazione relativa a prospettiva di assunzione e la mancata prova di condotte riparatorie. Il ricorso deduceva, in primo luogo, omissione di acquisizione/prova decisiva della transazione con TECNOPOL s.p.a. ritenuta rilevante come prova di condotta riparatoria; in secondo luogo, vizio di motivazione per mancata considerazione della documentazione sanitaria e per il rifiuto del rinvio chiesto dal nuovo difensore (avv. Natalini), con conseguente pregiudizio della difesa tecnica.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto la doglianza generica e non supportata da specifiche richieste probatorie: il documento evocato risultava già agli atti e, comunque, non decisivo rispetto alla valutazione complessiva (la presunta transazione con TECNOPOL era un accordo transattivo con parte civile e non idoneo a dimostrare in modo risolutivo condotte riparatorie). Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto le censure aspecifiche, prive dei documenti richiamati (documentazione sanitaria e atti relativi alla nomina/ricusazione del difensore) e non indicanti quale norma sarebbe stata violata; inoltre è stato richiamato il principio giurisprudenziale per cui motivazioni di diritto non possono essere denunciate come vizi di motivazione. È stata confermata la valutazione di merito del Tribunale circa la mancata revoca formale del precedente difensore e la legittimità del diniego del rinvio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. d))

    Usato come riferimento per il motivo che denunciava omissione di acquisizione di una prova decisiva; la Corte l'ha ritenuto manifestamente inammissibile per genericità e per mancanza di specifica richiesta probatoria.

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. c))

    Richiamato in relazione alla censura sulla motivazione (mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità); la Corte ha ritenuto il motivo aspecifico e infondato.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Citato nel ragionamento per affermare che i vizi di motivazione non possono essere denunciati come questioni di diritto: se si vuol impugnare la motivazione occorre dedurre specifiche violazioni di legge.

  • art. 581, comma 1 e art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamati per reiterare il principio di inammissibilità dei motivi aspecifici: il ricorso deve indicare con precisione i vizi di motivazione per i singoli aspetti impugnati.

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 29541 del 16/07/2020

    Richiamata per il principio che i vizi di motivazione non sono denunciabili come questioni di diritto, e che l'impugnazione deve mirare alla violazione di legge quando si discuta la motivazione.

  • Giurisprudenza - Sez. 4, n. 8294 del 01/02/2024

    Citando precedente che dichiara inammissibili, per aspecificità, i motivi che denunciano inosservanza o errata applicazione della legge e, in modo cumulativo e non puntuale, la mancanza o contraddittorietà della motivazione.

Massime di principio

  • Presentare sempre in sede di ricorso la documentazione decisiva: se si invoca un documento come prova determinante va specificato, prodotto o indicato con precisione dove si trova negli atti e come incide sulla decisione impugnata.
  • Evitare censure generiche: i motivi di gravame devono indicare puntualmente il vizio di motivazione per ogni singolo aspetto, richiamando le parti della motivazione contestata e la norma violata.
  • Se si invoca lo stato di salute come causa incidente sull'istituto dell'affidamento, depositare in processo la documentazione sanitaria e chiedere espressamente che sia acquisita e valutata in udienza.
  • Se si cambia difensore, curare la formale revoca del precedente avvocato e la tempestiva comunicazione/nomina al giudice e alle parti; eventuali richieste di rinvio per concomitanti impegni professionali devono essere motivate e documentate per evitare ritenute tardività.
  • Se si afferma l'esistenza di un accordo transattivo o di condotte riparatorie, illustrare come tale accordo abbia contenuti e effetti idonei a integrare la prova di riparazione (es. pagamento effettivo, elementi di esecuzione, riconciliazione espressa), non limitandosi a richiamare mera esistenza dell'accordo.
  • Quando si impugna un provvedimento che valuta elementi di pericolosità o recidiva economica, è necessario fornire elementi concreti di reinserimento e di cambiamento di condotta (progetti lavorativi affidabili, attestazioni di attività riparatorie, partecipazione a misure di formazione/riabilitazione).
  • Ricordare che molte valutazioni discrezionali del giudice di merito (es. valutazione del rinvio o dell'attendibilità di prospettive occupazionali) sono difficilmente sindacabili in sede di legittimità se adeguatamente motivate; la strategia difensiva deve dunque mirare a precludere le valutazioni negative già in primo grado con prove e documenti solidi.

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