Cassazione Penale, Sentenza n. 41850/2025 del 31/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Napoli che, in un giudizio abbreviato, ha confermato la condanna di D'Isidoro e ha riformato le assoluzioni di Perfetto e Russo per concorso in tentata estorsione pluriaggravata con richiamo all'uso del metodo mafioso. Le censure principali riguardano la qualità e la valutazione delle immagini delle videocamere, la attendibilita delle identificazioni operate dalla polizia giudiziaria, il valore probatorio degli indumenti e delle scarpe rinvenuti in sede di perquisizione, le valutazioni tecniche contrapposte (consulenza del RIS e consulenze di parte), la qualificazione dell'aggravante del metodo mafioso, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e l'applicazione della recidiva qualificata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato fondati i ricorsi di PERFETTO Antonio e RUSSO Nicola e ha annullato la sentenza impugnata nei loro confronti con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte territoriale, rilevando carenze motivazionali e contraddittorietà nella valutazione probatoria (in particolare: insufficiente approfondimento della scarsa qualità delle immagini, mancato confronto dettagliato con la consulenza di parte e descrizione inesauriente degli indumenti sequestrati). Il ricorso di D'ISIDORO Mario è stato ritenuto inammissibile e, comunque, manifestamente infondato: la Cassazione ha ritenuto sufficiente e consona la valutazione dei giudici di merito che hanno valorizzato la corrispondenza dei tatuaggi visibili nei filmati e il ritrovamento di scarpe corrispondenti, ha confermato la sussistenza dell'aggravante per uso del metodo mafioso sulla base delle modalità della condotta (intimidazioni finalizzate al controllo del territorio e alla riscossione di somme), ha condiviso il diniego delle attenuanti generiche e ha rilevato che la recidiva, pur applicata, non ha inciso sull'aumento di pena. Per D'Isidoro è stata disposta la condanna alle spese processuali e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende per inammissibilità del ricorso.
Norme richiamate
Usato per motivare il diniego delle circostanze attenuanti generiche: il giudice di merito può basare la valutazione su un elemento prevalente tra quelli previsti dall'articolo, e anche un solo elemento relativo alla personalita o alla gravita del reato può giustificare il diniego.
aggravante per uso del metodo mafioso
La Corte ha ritenuto sussistente l'aggravante alla luce delle richieste intimidatorie funzionali al controllo del territorio e alla riscossione di somme, ossia di condotte evocative di un potere di tipo mafioso; la motivazione richiede elementi concreti che colleghino la condotta al potere di controllo territoriale tipico delle organizzazioni mafiose.
recidiva qualificata
Richiamata nella vicenda come circostanza soggettiva aggravante: la Corte osserva che, pur riconosciuta, non ha inciso sull'aumento della pena nella sentenza di primo grado.
Massime di principio
- La identificazione dell'imputato in filmati di videosorveglianza costituisce un indizio grave e preciso ma richiede che il giudice di merito dia motivazione adeguata quando le immagini sono di scarsa qualità: non basta un'affermazione sommaria, è necessario confrontare e confutare specificamente le risultanze tecniche di parte avverse.
- Particolari riconoscibili come tatuaggi possono costituire elemento probatorio decisivo se le immagini li riproducono con sufficiente chiarezza; tuttavia l'apprezzamento della corrispondenza deve essere argomentato e non apodittico.
- Il ritrovamento di indumenti o scarpe simili a quelli utilizzati dagli autori del reato ha valore indiziario, ma la tipicità e la descrizione puntuale dell'oggetto rinvenuto devono essere adeguatamente motivate per superare la possibile diffusione comune dell'oggetto.
- Se il giudice di appello annulla un'assoluzione basata su valutazioni tecniche, è obbligato a fornire una motivazione rafforzata che spieghi perché preferisce la propria lettura delle immagini e degli elementi tecnici rispetto alle consulenze difensive.
- L'aggravante 'metodo mafioso' richiede elementi concreti che evidenzino il controllo del territorio, l'imposizione di un 'regime' e la finalità di agevolazione di organizzazioni criminali; l'accertamento deve emergere dalla concreta dinamica del fatto e dalla sua modalità intimidatoria.
- Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate motivando su uno o più parametri rilevanti dell'art. 133 cod. pen.; il giudice di merito può valorizzare anche un solo elemento significativo per giustificare il diniego.
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