Cassazione Penale, Sentenza n. 38344/2023 del 19/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per vizio di notifica del decreto di citazione: la notifica era stata eseguita ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p., presso il difensore d'ufficio perché il domicilio eletto risultava inidoneo. Il ricorrente contestava che tale notifica non assicurava l'effettiva conoscenza del processo, soprattutto alla luce del fatto che in parte del periodo rilevante l'imputato era detenuto in altra sede (casa circondariale di Monza) e che il tentativo di notifica al domicilio personale era stato infruttuoso.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto che la mera dichiarazione o elezione di domicilio nella fase delle indagini non possa sostituire la notificazione formale dell'atto introduttivo nel medesimo luogo, e che la conoscenza effettiva del procedimento deve derivare da un atto formale di vocatio in iudicium. Pur osservando che le notificazioni agli imputati detenuti devono essere eseguite nel luogo di detenzione quando lo stato di detenzione risulta dagli atti, nel caso concreto tale stato non risultava dagli atti; tuttavia la regola dell'effettiva conoscenza prevale e non può ritenersi assicurata dalla notifica ai sensi dell'art. 161, comma 4. Per questi motivi sono state annullate senza rinvio le sentenze di primo e secondo grado e disposta la trasmissione degli atti al Tribunale di Milano.
Norme richiamate
art. 161, comma 4, cod. proc. pen.
Disciplina la notificazione mediante consegna al difensore quando il domicilio dichiarato è inidoneo; tuttavia la Corte osserva che tale notifica non è sufficiente a garantire l'effettiva conoscenza dell'atto introduttivo se non è seguita dalla notificazione formale nel domicilio elettivo o in altro luogo idoneo a trasmettere la vocatio in iudicium.
artt. 420-bis e seg., cod. proc. pen.
Riferimento procedurale alle regole sui rimedi e sulle impugnazioni (richiamate nella censura), utilizzate per valutare la fondatezza del motivo di ricorso.
art. 605, comma 5-bis, cod. proc. pen.
Norma richiamata nella valutazione dei vizi procedurali e delle relative conseguenze sulla validità della sentenza impugnata.
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. in l. 18/12/2020, n. 176
Norma richiamata solo in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Procuratore generale; non incide sul merito della questione ma sulle fasi procedurali davanti alla Corte.
Massime di principio
- La conoscenza effettiva del procedimento da parte dell'imputato richiede una vocatio in iudicium materialmente percepibile: la mera elezione o dichiarazione di domicilio nelle indagini preliminari non sostituisce la notificazione formale dell'atto introduttivo in quel domicilio.
- Se lo stato di detenzione dell'imputato risulta dagli atti, le notificazioni devono essere eseguite direttamente nel luogo di detenzione; il mancato rispetto di questa regola può inficiare la validità delle notifiche e condurre all'annullamento della sentenza.
- La notifica ai sensi dell'art. 161, comma 4 (consegna al difensore), può non essere sufficiente quando il domicilio dichiarato è inidoneo e non vi sia prova che l'imputato abbia effettivamente avuto conoscenza dell'atto introduttivo.
- In presenza di tentativi di notifica infruttuosi al domicilio personale, occorre adottare cautele aggiuntive per assicurare la conoscenza dell'atto (es. notificazione nel luogo di detenzione, ricerca più diligente del domicilio effettivo), altrimenti il giudizio può essere annullato per vizio di notificazione.
- La Corte di cassazione può annullare le sentenze per vizi di notifica anche senza rinvio quando la violazione è tale da pregiudicare irrimediabilmente il diritto di difesa e la regolarità del processo.
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