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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20830/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (non_determinabile)

La controversia

Il difensore e procuratore speciale del condannato ha proposto ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. contro la sentenza della Corte di cassazione che aveva già rigettato il ricorso ordinario avverso la condanna all'ergastolo con isolamento diurno. La condanna riguardava un omicidio volontario pluriaggravato: il fatto era stato contestato come esecuzione, in concorso con altro soggetto non identificato, di più colpi di fucile calibro 16 e di pistola contro la vittima, colpita in parti vitali e deceduta; il reato era aggravato da premeditazione e dalla finalità di agevolare l'associazione mafiosa operante nel territorio indicato. Con il ricorso straordinario si deducevano, in sostanza, profili già prospettati in sede di ricorso ordinario e asseritamente non correttamente valutati dalla Corte, relativi alla natura dell'incendio e alla confessione stragiudiziale; la difesa depositava anche memoria, ritenuta non decisiva. La Corte ha ritenuto che le doglianze non integrassero un errore di fatto, ma riproponessero questioni già esaminate o attinenti a valutazioni di merito/prova, e quindi estranee al rimedio straordinario.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso straordinario per errore di fatto. Osserva che il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. è utilizzabile solo per correggere una falsa percezione immediata e decisiva degli atti o della sentenza, non per censurare vizi di motivazione, errata valutazione delle prove o errori di diritto. Nel caso concreto, le deduzioni della difesa si limitavano a riprodurre in modo generico motivi già esaminati e disattesi nella precedente sentenza di legittimità, senza indicare un vero errore di fatto decisivo. Ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il ricorso straordinario è ammissibile solo per errore di fatto, inteso come svista o falsa percezione degli atti del giudizio di legittimità, con carattere decisivo e immediatamente rilevabile; restano esclusi vizi di motivazione, errata valutazione delle prove ed errori di diritto.

Massime di principio

  • L'errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. presuppone una falsa rappresentazione della realtà processuale emergente dagli atti del giudizio di cassazione, e non può consistere in una diversa lettura delle prove o in una critica alla motivazione.
  • Il rimedio straordinario per errore di fatto non è utilizzabile per riproporre, in modo sostanzialmente identico, censure già esaminate e respinte in sede di legittimità.
  • Per essere rilevante, l'errore di fatto deve essere decisivo e oggettivamente immediato, cioè deve risultare dal confronto diretto con gli atti senza passaggi valutativi; se occorre una nuova interpretazione del materiale processuale, si tratta di errore di giudizio e non è sindacabile con questo strumento.
  • Sono estranei all'ambito dell'art. 625-bis c.p.p. anche gli errori di diritto e le doglianze che investono la ricostruzione del significato delle norme sostanziali o processuali.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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