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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30917/2022 del 09/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato il decreto della Corte d'appello di Torino che aveva revocato la confisca di prevenzione disposta dal Tribunale di Torino. I motivi principali del ricorso sono: la censura circa la valutazione della Corte territoriale che aveva escluso la pericolosità sociale dei proposti per il periodo anteriore agli anni '90 e, in relazione, la mancata o equivocata correlazione temporale tra la manifestazione della pericolosità (secondo il ricorrente sopravvenuta negli anni '90) e la data degli acquisti immobiliari contestati (primi anni '90); nonché la censura in ordine alla provenienza della provvista originaria di circa 200.000 euro ritenuta dal ricorrente frutto di introiti sottratti all'imposizione fiscale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto inammissibile, nella parte in cui si limita a sindacare la delimitazione temporale della pericolosità sociale (valutazione rimessa al merito), il primo motivo, ma ha accolto l'altro profilo di doglianza rilevando un'aporia motivazionale della Corte d'appello: quest'ultima aveva escluso la pericolosità anteriore agli anni '90 ma non aveva realmente escluso la pericolosità a partire dagli anni '90, nonostante gli acquisti contestati risalissero ai primi anni '90 e fossero dichiarati sproporzionati rispetto ai redditi leciti. Per tale ragione la motivazione è stata ritenuta apparente e il decreto impugnato è stato annullato con rinvio alla Corte d'appello di Torino, in diversa composizione, per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (art. 1, comma 1, lett. b))

    art. 1, comma 1, lett. b), d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    La norma è richiamata in relazione all'accertamento della "pericolosità sociale" come presupposto per la confisca di prevenzione; la Corte sottolinea la necessità di dimostrare la correlazione temporale tra la manifestazione della pericolosità e gli acquisti/entrate patrimoniali oggetto di ablazione

Massime di principio

  • Nei procedimenti di prevenzione patrimoniale è necessario motivare in modo chiaro la correlazione temporale tra l'epoca in cui si manifesta la pericolosità sociale e le acquisizioni patrimoniali: se gli acquisti coincidono con il periodo di insorgenza della pericolosità, la Corte deve spiegare perché non vi sia nesso (altrimenti la motivazione è apparente).
  • Le valutazioni sul periodo di manifestazione della pericolosità sociale e sulla sproporzione tra beni e redditi sono in gran parte di merito e quindi sindacabili con cautela in Cassazione; tuttavia, il giudice di merito non può lasciare irrisolta o contraddittoria la ricostruzione temporale quando essa incide direttamente sull'ammissibilità della misura di prevenzione.
  • La presenza di reinvestimenti successivi non esclude la necessità di ricostruire l'origine della provvista iniziale: se la Corte ritiene che gli acquisti siano sproporzionati rispetto ai redditi leciti, deve valutare e motivare se essi derivano da antecedenti smobilizzi leciti o da provvista illecita.
  • In Cassazione il ricorso è ammesso per violazione di legge, inclusa la motivazione inesistente o meramente apparente: omissioni o travisamenti di elementi potenzialmente decisivi possono determinare l'annullamento con rinvio.
  • Se la motivazione del giudice di merito risulta contraddittoria o incapace di spiegare la correlazione temporale tra pericolosità e acquisti, il provvedimento di revoca della confisca può essere annullato e rinviato per nuovo esame.

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