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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32977/2024 del 22/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del 17/04/2024 del Giudice monocratico del Tribunale di Crotone che, nell'udienza predibattimentale ex art. 554-bis c.p.p., aveva ritenuto erronea la qualificazione giuridica per alcune persone offese (lesioni di durata inferiore a 40 giorni) e, dopo aver invitato il PM a modificare il capo di imputazione e avendo il PM dissentito, aveva dichiarato la nullità del capo di imputazione e disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero. Il PM deduceva vizio di violazione di legge e abnormità del provvedimento, sostenendo che la rettifica avrebbe dovuto riguardare solo alcune posizioni (quelle con prognosi <40 gg) e non comportare la regressione dell'intero procedimento, anche in relazione al capo relativo a lesioni con prognosi >40 gg correttamente contestato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, sebbene il giudice di prime cure avesse fatto un richiamo formale al comma 5 dell'art. 554-bis (che riguarda incompletezza/descrizione del fatto), in realtà l'operato rientrava nei poteri previsti dal comma 6 della stessa norma (correzione/adeguamento della qualificazione giuridica). La Corte ha ricordato la finalità dell'art. 554-bis (garantire la corretta indicazione del fatto e della sua qualificazione per tutelare il diritto di difesa e accelerare il processo), ha escluso che il provvedimento sia 'abnorme' nei termini giurisprudenziali e ha richiamato la regola sulla connessione delle fattispecie per cui la competenza per il reato più grave attrae gli altri. Infine ha osservato che le norme processuali non prevedono la possibilità di impugnare i provvedimenti adottati in sede di udienza predibattimentale ex art. 554-bis, con conseguente inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 554-bis cod. proc. pen. (comma 5 e comma 6)

    comma 5: il giudice, ove ravvisi un'incompletezza dell'imputazione, anche d'ufficio, sentite le parti, invita il pubblico ministero a riformularla in modo corretto...; comma 6: "al fine di consentire che il fatto, la definizione giuridica, le circostanze aggravanti e quelle che possono comportare una misura di sicurezza siano indicati in termini corrispondenti a quanto emerso dagli atti, il giudice, anche d'ufficio, sentite le parti, invita il pubblico ministero ad apportare le necessarie modifiche e, ove lo stesso non vi provveda dispone, con ordinanza, la restituzione degli atti al pubblico ministero"

    Il giudice dell'udienza predibattimentale ha poteri di impulso per ottenere la riformulazione dell'imputazione sia se manca una corretta descrizione del fatto (comma 5) sia se è necessaria una diversa qualificazione giuridica in aderenza agli atti (comma 6); se il PM non provvede il giudice può disporre la restituzione degli atti.

  • art. 552, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Imposizione sulle modalità del decreto di citazione a giudizio: devono essere enunciati in forma chiara e precisa il fatto e gli elementi rilevanti; la disposizione è richiamata a fondamento delle nullità dell'imputazione per genericità/indeterminatezza.

  • art. 111 Cost.

    Principio del giusto processo che impone garanzie difensive e la necessità che l'imputato sia informato con chiarezza della natura e dei motivi dell'accusa.

  • art. 6 CEDU

    "ogni accusato ha diritto soprattutto ad essere informato, nel piu' breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico"

    Rilevanza sovranazionale che giustifica l'esigenza di tempestiva e dettagliata informazione dell'imputato sulla qualificazione giuridica del fatto.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla nullità per vizio di correlazione tra accusa e sentenza, richiamata nel ricorso come diversa ipotesi procedurale non pertinente all'udienza predibattimentale ex art. 554-bis.

  • Sez. U, n. 5307 del 20/12/2007 (PM in proc. Battistella)

    Giurisprudenza che autorizza il giudice a sollecitare il PM in udienza a integrare l'atto imputativo e, in caso di inottemperanza, a disporre la regressione del procedimento per adeguare l'azione penale alle risultanze d'indagine.

  • art. 12 cod. proc. pen., lett. b e art. 6 d.lgs. n. 274/2000

    Regole sulla connessione e sulla competenza: reati commessi con unica azione sono connessi e la competenza per il reato piu' grave attrae gli altri, evitando duplicazioni di procedimenti.

Massime di principio

  • Il giudice nell'udienza predibattimentale ex art. 554-bis ha poteri di impulso sia per incompletezza descrittiva dell'imputazione (comma 5) sia per errata qualificazione giuridica (comma 6); se il PM non adegua l'atto il giudice può disporre la restituzione degli atti.
  • La restituzione degli atti disposta ex art. 554-bis non costituisce di per sé "abnormità" del provvedimento se rientra nei poteri che la norma attribuisce al giudice per garantire il diritto di difesa e la correttezza dell'imputazione.
  • Anche se il giudice chiama in causa un comma diverso da quello effettivamente pertinente, la decisione non è invalida quando la sostanza dell'intervento rientra nei poteri disciplinati dalla norma (es. richiamo formale al comma 5 ma applicazione sostanziale del comma 6).
  • Quando più posizioni sono connesse perché derivano da una unica azione, la competenza per il reato piu' grave attrae gli altri, e quindi la correzione/resa degli atti può riguardare l'intero procedimento connesso.
  • Le impugnazioni avverso i provvedimenti adottati in sede di udienza predibattimentale ex art. 554-bis sono, di fatto, limitate o non previste: il PM deve usare gli strumenti ordinari previsti dalla legge per adeguare l'imputazione nelle sedi opportune.
  • In pratica, il PM dovrebbe sfruttare l'udienza predibattimentale per concordare e, se necessario, riformulare tempestivamente i capi di imputazione per evitare la restituzione degli atti e ritardi processuali; la difesa beneficia di una immediata e chiara qualificazione giuridica per pianificare la strategia processuale.

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