Cassazione Penale, Ordinanza n. 13436/2026 del 14/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché non contiene una chiara e specifica esposizione delle ragioni di diritto e dei correlati riferimenti alla motivazione della sentenza impugnata. La decisione si fonda sulla genericità e aspecificità delle doglianze, già rilevate nel giudizio di merito. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., sono state disposte le statuizioni conseguenti all'inammissibilità.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso per cassazione è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino del 15/05/2025. Dal testo emerge solo che il ricorso è stato ritenuto privo di una comprensibile enunciazione delle ragioni di diritto che lo sorreggevano e dei necessari riferimenti alla motivazione del provvedimento impugnato. La Corte richiama anche il fatto che il gravame di merito era già stato ritenuto generico e aspecifico, e che tale valutazione è stata condivisa. Non sono indicati i fatti di merito né i reati contestati nel brano fornito.
Norme richiamate
Richiamato per le conseguenze processuali dell'inammissibilità del ricorso per cassazione.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione che non esponga in modo comprensibile e specifico le ragioni di diritto poste a base della censura e non si confronti con la motivazione del provvedimento impugnato.
- La mera riproposizione di doglianze generiche o aspecifiche, già ritenute tali nel giudizio di merito, non è sufficiente a introdurre validamente il sindacato di legittimità.
- L'inammissibilità del ricorso comporta l'applicazione delle conseguenze processuali previste dall'art. 616 c.p.p.
Come è indicizzato
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